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COMUNICATO STAMPA - Roma, 4 maggio 2010 PDF Stampa

 

ALIMENTAZIONE E SALUTE: TEMA DIBATTUTO, MA SERVE PIÙ RICERCA

 

Se ne sta parlando in queste ore all’Università Campus Bio-Medico di Roma nell’ambito del Convegno “Food and Nutrition” e con uno sguardo all’Expo 2015

 

 

È in corso presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma il Convegno "Food and Nutrition: A new profile for Education, Cooperation, Research and Innovation”. Al centro della giornata ci sono i temi dell’alimentazione e il nuovo Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana, che partirà a settembre presso l’Ateneo. Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio Universitario Nazionale, ha dichiarato in apertura dei lavori: “Questa è una delle aree strategiche sulle quali il Ministero dell'Università vuole investire. Importante però che la nostra offerta formativa in questo settore sia fortemente agganciata all’industria, alla cooperazione internazionale e ai problemi della nutrizione mondiale”.

 

Il punto di vista di Bruxelles è arrivato da Antonio Di Giulio, Capo dell’Unità per i Prodotti alimentari, Salute e Benessere della Commissione Europea, che ha sottolineato “l’urgenza d’incrementare le attività di ricerca in ambito europeo anche attraverso un loro migliore coordinamento”. A tale scopo gli Stati Membri sono ora chiamati a recepire un’apposita Raccomandazione, con la quale la Ue punta soprattutto a evitare il sovrapporsi di programmi di ricerca nei diversi ambiti nazionali. Il potenziamento della ricerca applicata agli alimenti è reso tanto più necessario dalle centinaia di prodotti depositati dalle aziende e che attendono di vedersi riconosciuta dalle autorità europee competenti la possibilità di essere venduti con indicazione di particolari proprietà nutritive.

 

Ricerca e immissione di personale qualificato nel settore dell’alimentazione urgono anche a livello globale. Secondo i dati riportati nel corso del Convegno da Luca Alinovi, Economista della FAO: “Il fabbisogno alimentare mondiale crescerà entro il 2050 del 70 per cento, mentre lo spostamento della popolazione dalle zone rurali a quelle cittadine continuerà a ridurre il numero di persone impegnate nella produzione di alimenti. Dovremo quindi produrre di più con meno forza-lavoro”.

 

Analoga proiezione sui prossimi quarant’anni è stata fatta dal Professor Angelo Azzi, del Centro per Nutrizione e Invecchiamento della Tufts University di Boston, che ne ha sottolineato un altro aspetto significativo. “Nel 2050 la popolazione mondiale over-sessanta avrà superato i 6 bilioni contro i 600 milioni del 2003. C’è un’emergenza invecchiamento che tocca anche la ricerca alimentare nello sforzo di contribuire non a un allungamento della vita attraverso il cibo, che non è un obiettivo verosimile, però sicuramente a un mantenimento della qualità della vita fino ai suoi ultimi stadi attraverso un’alimentazione attenta al metabolismo”. Azzi ha anche osservato la necessità di incrementare la ricerca scientifica in ambito nutrizionale nel contesto di una produzione industriale degli alimenti che vanta prodotti sempre più ricchi di proprietà nutritive, ma non sempre a ragione: “Il volume di questo settore di mercato solo negli Usa è di molti miliardi di dollari all’anno. Se si parla poi di particolari proprietà nutritive pubblicizzate, i prodotti disponibili in tutto il mondo non hanno in molti casi nessun effetto o effetti minimi. Talvolta possono essere addirittura dannosi. Ci sono tante aziende serie, che contribuiscono anche alla ricerca nel settore alimentare. Ma non mancano prodotti che meriterebbero maggiore attenzione, per poter stabilire scientificamente i loro effetti sulla salute”.

 

Effetti dell’alimentazione sulla salute, che il Ministero dell’Istruzione, come ha ricordato Riccardo Garosci, Consigliere del Ministro Gelmini, saranno al centro del programma “Scuola e Cibo”, in partenza con l’inizio del nuovo anno scolastico a settembre. Il programma introdurrà corsi di educazione alimentare, coinvolgendo per ora in modo sperimentale cento classi di 4° e 5° elementare, per un numero complessivo di 2 mila alunni.

 

 

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