
| L'INTERVENTO CHIRURGICO |
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L’intervento chirurgico d’inserimento degli elettrodi è avvenuto giovedì, 20 novembre 2008, presso la Sala Operatoria 5 del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.
È stato effettuato da un’équipe costituita da 14 persone, appartenenti a quattro differenti Unità Operative del Policlinico Universitario (Neurologia, Anestesia, Ortopedia e Traumatologia, Ingegneria Biomedica), più un neurochirurgo.
È stata effettuata un’unica incisione longitudinale a carico della superficie mediale del braccio sinistro del paziente, della lunghezza di circa 7-8 cm.
L’intervento chirurgico ha consentito l’inserimento di due elettrodi nel nervo mediano e due nel nervo ulnare del braccio, al di sopra della zona di amputazione (approssimativamente al livello del gomito).
La sfida maggiore dell’atto chirurgico consisteva nel riuscire a posizionare in modo ottimale gli elettrodi tf-LIFE all’interno dei nervi, nonostante questi si presentino come filamenti sottilissimi in tungsteno, facilmente spezzabili. Per questo, il neurochirurgo ha affrontato prima dell’intervento un periodo di addestramento su animali in Danimarca e Spagna.
L’intervento si è articolato in sei differenti fasi:
L’operazione chirurgica non ha fatto registrare alcun problema. Per escludere complicanze legate alla chirurgia dei tessuti molli, in particolare quelle infettive locali, è stato predisposto e mantenuto un attento monitoraggio post-operatorio.
La degenza post-operatoria è durata due giorni, dopo i quali il candidato è stato dimesso, per poter procedere al training e alla sperimentazione previsti dal progetto. I dati ricavati dalle sperimentazioni su animale avevano evidenziato che l’impianto dei tf-LIFE può procurare una minima risposta infiammatoria e quindi fibrotica a livello del sito d’impianto, senza tuttavia causare alterazione delle caratteristiche morfologiche e funzionali del nervo periferico. Sintomi analoghi sono stati rilevati nel caso del paziente, ma non hanno impedito il decorso della sperimentazione.
L’intervento chirurgico di rimozione degli elettrodi si è svolto con modalità simili a quello d’impianto, in anestesia generale. Si è reso necessario, in quanto il corretto funzionamento e la biocompatibilità degli elettrodi sono stati garantiti dal Fraunhofer Institute che li ha progettati e prodotti, fino a un mese dall’impianto. Questo limite temporale era stato quindi fissato anche dal protocollo del progetto LifeHand, approvato dagli organi competenti.
Sul moncherino del braccio sinistro amputato, al termine delle procedure previste dal progetto, è rimasta una cicatrice di circa sei centimetri, più altre quattro piccole cicatrici, conseguenza dei buchi dai quali fuoriuscivano i tf-LIFE. |
Contatti
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