
| PROTOTIPI DI MANO BIOMECCATRONICA: PRESENTE E FUTURO |
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Gli ingegneri degli Arts Lab, operativi presso il Polo Valdera della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, hanno di recente sviluppato un nuovo prototipo, di nome SmartHand, del peso di 520 grammi.
Questo prototipo può essere collegato direttamente al moncherino di un paziente amputato, è più robusto e dispone di notevoli miglioramenti sia in termini di miniaturizzazione dei componenti che di sensibilità tattile.
I futuri passi da compiere riguarderanno la realizzazione di un sistema di telemetria impiantabile all’interno della struttura della mano, la sperimentazione clinica e l’ingegnerizzazione.
Durante la sperimentazione, la mano è stata fatta funzionare mediante l’energia fornita da normali alimentatori. Nel futuro, si prevede l’uso di batterie ricaricabili. Si tratta ancora di un prototipo da laboratorio, che richiede una lunga fase di sperimentazione e ingegnerizzazione. Con adeguati finanziamenti, tra cinque-dieci anni sarà possibile impiantarne un prototipo su un essere umano.
Il prototipo CyberHand, utilizzato nella sperimentazione, non può essere attaccato al moncherino del soggetto amputato. Le versioni successive di mano biomeccatronica (come SmartHand) prevedono invece un sistema di aggancio che consentirà di attaccare la mano agli invasi standard per protesi mioelettriche.
Gli ingegneri della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa calcolano che per costruire una replica di CyberHand, escludendo il sistema di interfacciamento neurale, è oggi necessaria una spesa pari a circa 20mila euro. |
Contatti
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