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INGEGNERIA BIOMEDICA: TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE PDF Stampa
Cresce il mercato dei bioingegneri in ambito pubblico e privato. Il Direttore degli Studi per la Laurea magistrale in Ingegneria Biomedica delinea le peculiarità e le opportunità formative offerte da questo curriculum presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma
 
 
Laboratorio di Robotica - Ingegneria BiomedicA dieci anni dall’istituzione della Facoltà d’Ingegneria, l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha rinnovato la propria offerta formativa in quest’ambito, con la ridenominazione del triennio di base, ora in Ingegneria Industriale, e l’allargamento, a livello magistrale, anche al percorso in Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile.
 
Resta comunque invariata la strada che conduce fino alla specialistica in Ingegneria Biomedica e, per chi volesse, all’omonimo Dottorato di Ricerca. Con dieci anni di esperienza, l’offerta didattica è ormai più che rodata. Allo stesso tempo, non mancano interessanti novità.
 
Quest’anno – spiega il Prof. Eugenio Guglielmelli, Direttore degli Studi per la Laurea in Ingegneria Industriale e la magistrale in Ingegneria Biomedica – dal punto di vista del percorso triennale non ci sono state modifiche significative: è vero, ha cambiato nome, ma resta un triennio fortemente orientato a fornire allo studente tutte le competenze di base necessarie per diventare un ingegnere biomedico. La nuova denominazione consentirà di scegliere, al termine del triennio, tra la magistrale di orientamento biomedico e una nuova laurea magistrale in Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile, la reale novità della nostra offerta formativa”.
 
Al terzo anno restano attivi esami quali Fisiologia e Anatomia, Elettronica biomedica e Biomeccanica, orientati in modo specifico verso questo percorso. Uno sbocco che consente, di pari passo con lo sviluppo di un programma didattico specifico, ottime possibilità d’inserimento professionale.
 
Il Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica – dice il Prof. Guglielmelli – è relativamente giovane: la sua età, di fatto, coincide con la fondazione della nostra Facoltà d’Ingegneria. Il profilo che qualifica, tuttavia, si è andato affermando sempre più in un settore del mercato del lavoro in crescita tanto a livello pubblico che privato. Esiste una legge dello Stato che impone a ciascuna Azienda Sanitaria Locale e quindi, di fatto, a ciascuna struttura ospedaliera di dotarsi di un presidio d’ingegneria clinica che monitori, gestisca e mantenga in funzione le apparecchiature tecnologiche di cui le strutture sanitarie sono sempre più dotate. Spesso, anzi, le ASL scelgono di avere più di un ingegnere al proprio servizio: perciò, in quest’ambito, ci sono ampi spazi occupazionali da saturare”.
 
Peraltro, l’impiego di sofisticate tecnologie in campo sanitario è sempre più diffuso anche per la riabilitazione, il controllo e la cura di pazienti a casa o comunque in centri de-localizzati rispetto agli ospedali. “Ecco perché – aggiunge Guglielmelli – il ruolo dell’ingegnere clinico, che garantisce il funzionamento del parco tecnologico e riduce i rischi di malfunzionamento o di incidente nell’uso da parte del medico, è in espansione”.
 
L’attenzione sui professionisti dell’ingegneria biomedica, tuttavia, arriva sempre più anche dal settore privato. “Nel settore delle piccole e medie imprese private – chiarisce Guglielmelli – l’ingegneria biomedica in Italia ha già una collocazione interessante: di queste, molte hanno aderito al nostro Comitato Università-Impresa, costituito quest’anno per favorire la vicinanza del nostro Ateneo con le principali aziende del settore. A tale avviso, vorrei ricordare che la nostra Facoltà d’Ingegneria e il nostro Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica sono finora l’unica realtà universitaria di quest’ambito in Italia che è direttamente collegata al mondo confindustriale”.
 
Uno dei limiti che spesso interessa i settori tecnologici in Italia è che molte aziende si occupano di commercializzare prodotti realizzati altrove, all’estero. “Per questo – aggiunge il docente – stiamo lavorando per creare degli spin-off universitari quali possibili sbocchi per chi volesse dedicarsi alla ricerca. Inoltre, abbiamo istituito ormai da anni un Dottorato di Ricerca triennale in Ingegneria Biomedica, con due borse di studio finanziate dalle aziende e due da fondi europei per la ricerca e dal Centro Integrato di Ricerca dell’Ateneo. Il percorso del Dottorato, peraltro, ha già dato ottimi esiti nel placement”.
 
La Facoltà d’Ingegneria mantiene relazioni di scambio e collaborazione con varie realtà universitarie straniere. Come spiega il Prof. Guglielmelli, “l’Università Campus Bio-Medico di Roma è parte di un network di atenei che portano avanti progetti finanziati dalla Commissione Europea; inoltre, siamo partner in accordi-quadro con varie università italiane ed europee ed abbiamo partnership Erasmus e non solo con oltre 25 atenei stranieri: il nostro progetto formativo ha dunque terreno fertile anche per chi volesse costruirsi un curriculum professionale spendibile sul mercato accademico e di ricerca internazionale”.
 
Selezioni accurate, numero chiuso e doppio tutor per gli studenti sono solo alcuni degli elementi che vogliono garantire una formazione adeguata all’investimento che le famiglie fanno scegliendo l’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Le classi – dice ancora il Prof. Guglielmelli – non superano le 100 unità nel triennio e le 70 nel biennio magistrale: ciò significa un rapporto docente-studente assolutamente gestibile, che consente una conoscenza personale e un dialogo continuo tra le due parti. Inoltre, lo studente può contare, se vuole, su due tutor: quello ‘di materia’, che propone esercitazioni per ogni corso, lo aiuta nell’acquisizione del metodo di studio e lo aiuta nella programmazione degli esami da sostenere; e il tutor ‘personale’, con il quale può parlare di problemi riguardanti la sfera privata o gli ambiti relativi alla vita universitaria, per esempio in caso di dubbi circa la validità del percorso universitario scelto”.
 
Come fare per riuscire a superare con successo le prove di accesso ai Corsi di Laurea Magistrali? Il Direttore degli Studi per l'Ingegneria Biomedica dell'Università Campus Bio-Medico di Roma indica qual è la qualità più importante. “Al di là delle ottime competenze matematiche e fisiche, sempre importanti per un ingegnere biomedico, durante i test cerchiamo soprattutto di capire se un aspirante ingegnere possieda l’attitudine alla risoluzione di problemi. È questa, infatti, la caratteristica decisiva per far pendere la bilancia dalla parte del sì”.
 

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