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LE FIGURE PROFESSIONALI DELL'INGEGNERE BIOMEDICO PDF Stampa

Venerdì scorso, a Roma, un seminario sui possibili sbocchi professionali di un ingegnere biomedico

 

le_figure_professionali_dellingegnere_biomedico.jpgRicerca, consulenza, progettazione, certificazione e commercializzazione di prodotti biomedicali: sono queste alcune delle attività che un ingegnere biomedico può svolgere nel mondo del lavoro. Se ne è parlato nel corso del seminario “Le figure professionali dell’ingegnere biomedico” che si è svolto venerdì 14 ottobre, a Roma, presso l’Aula del Velodromo. L’evento, giunto alla seconda edizione, è stato organizzato dalla Commissione “Ingegneria Biomedica” dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, presieduta dal Prof. Sergio Silvestri, docente del Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

 

Oltre 100 i partecipanti, tra cui molti studenti, ai quali l’incontro era rivolto in modo particolare. “Il seminario ha voluto offrire ai futuri ingegneri biomedici, attraverso le testimonianze di professionisti del settore, esempi concreti dei possibili sbocchi professionali, per aiutarli ad avere idee più chiare sul proprio futuro lavorativo” spiega il Prof. Silvestri.

 

Professore, le testimonianze rese nel corso dell’incontro hanno mostrato un quadro molto variegato dei possibili ambiti in cui le competenze di un ingegnere biomedico possono trovare applicazione...

L’ingegnere biomedico è una figura professionale in grado di coniugare e integrare le conoscenze e i metodi propri dell’ingegneria per comprendere e aiutare le necessità della medicina. Per questo, le sue competenze possono trovare applicazione in diversi ambiti che vanno dalle industrie alle aziende ospedaliere, dalla libera professione ai centri di ricerca.

 

Lei si dedica, in particolare, all’ingegneria clinica che è una una branca dell’ingegneria biomedica. Quali sono le attività che un ingegnere clinico può svolgere?

L’ingegnere clinico è quella figura professionale che si occupa della gestione del parco di apparecchiature biomedicali presenti in una struttura sanitaria e, in particolare, dell’approvvigionamento, della manutenzione, delle verifiche funzionali e della sicurezza per tutta la vita utile delle apparecchiature.

 

Quali vantaggi offre la presenza di questa figura in una struttura sanitaria?

Un ingegnere clinico è indubbiamente una necessità sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista economico per una struttura sanitaria in possesso di un consistente numero di apparecchiature elettromedicali. Le sue capacità tecnico-manageriali permettono di ridurre il numero degli interventi tecnici da richiedere all’esterno ed ottimizzare le risorse, consentendo un risparmio sui costi di manutenzione ed una diminuzione del fermo macchina.

 

In che modo gli sviluppi tecnologici, in medicina, hanno influito sulla figura dell’ingegnere biomedico e, in particolare, su quella dell’ingegnere clinico?

Nell’ultimo secolo c’è stata una vera e propria rivoluzione tecnologica in ambito medico, che ha riguardato soprattutto la diagnostica e, in particolare, quella per immagini. Le apparecchiature frutto, ma anche artefici, di questa rivoluzione, progettate e realizzate da ingegneri, hanno richiesto ingegneri che conoscessero la struttura e le funzioni del corpo umano, gli ingegneri biomedici, e anche figure professionali specializzate, come quella dell’ingegnere clinico, che si pone come punto di raccordo tecnico tra gli utilizzatori (il personale medico) e i produttori (le industrie) di queste apparecchiature.

 

 

 

 

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