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NOI, INGEGNERI BIOMEDICI NEL MONDO DEL LAVORO PDF Stampa

Si attesta all’85% il tasso di occupazione dei laureati magistrali in Ingegneria Biomedica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Le testimonianze di alcuni ex studenti, oggi nel mondo del lavoro

 

ingegneri_biomedici.jpgSoddisfatti e occupati: è la fotografia dei laureati in Ingegneria Biomedica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Oltre il 90% di coloro che nel 2010 hanno conseguito la laurea magistrale presso l’Ateneo, infatti, se tornasse indietro sarebbe pronto a scegliere di nuovo il Campus Bio-Medico e il corso di laurea frequentato. Lo rivela il rapporto 2011 sul Profilo dei Laureati del Consorzio Interuniversitario Almalaurea.
 
Positivi anche i dati relativi all’inserimento nel mondo del lavoro: dalla XIII indagine sulla condizione occupazionale – la più recente, svolta da Almalaurea nel 2010 - risulta che, a un anno dalla tesi, il tasso di occupazione dei laureati magistrali in Ingegneria Biomedica del Campus Bio-Medico si attesta all’85%. Merito anche delle partnership che la Facoltà di Ingegneria ha avviato con molte aziende del settore, alcune delle quali fanno parte del Comitato Università-Impresa, organismo di raccordo con il mercato del lavoro.
 
Tra queste c’è Masmec, azienda specializzata nella realizzazione di macchine e sistemi automatici per assemblaggi, collaudi e prove funzionali che, da alcuni anni, si è lanciata anche nel settore biomedicale. Una sfida che ha già dato i primi frutti. Tra i prodotti realizzati dall’azienda infatti c’è SIRIO, un sistema di guida computerizzata per interventi di biopsia e termoablazioni toraciche che è stato sperimentato presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.
 
Ed è proprio allo sviluppo e all’industrializzazione di SIRIO che si sta dedicando l’Ing. Giuseppe Cavallo, 30 anni, laureato e dottore di ricerca in Ingegneria Biomedica presso l’Ateneo. Dopo aver vinto una borsa di studio assegnata dalla Commissione del Programma Fulbright, che lo ha portato nella Silicon Valley per un periodo di formazione nel campo dell’imprenditorialità high-tech, da circa un anno Cavallo lavora presso Masmec. “La mia attività consiste nella cura di quegli aspetti tecnici che consentano a SIRIO di essere una macchina affidabile. Ma anche nello sviluppo di sistemi e interfacce che rendano la tecnologia il più possibile funzionale ai medici – spiega Cavallo – Contemporaneamente, inoltre, sto seguendo alcuni aspetti legati alla commercializzazione del prodotto come, ad esempio, la comunicazione scientifica, la pianificazione della campagna sperimentale, la costruzione e l'organizzazione della rete di commercializzazione, il training per i medici e i distributori”. Ma non c’è solo SIRIO nel suo lavoro: “Facendo parte della divisione che si occupa di ricerca e sviluppo in ambito biomedicale, collaboro anche all’ideazione di progetti di ricerca da realizzare insieme ad altri enti”.

Strettamente incentrato sulla ricerca è invece il lavoro dell’Ing. Matteo Centola, 27 anni, laureato e dottorando in Ingegneria Biomedica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, che sta seguendo un progetto di studio sulla rigenerazione della cartilagine articolare. Dopo una prima fase svolta presso il Laboratorio di Chimica e Biomateriali dell’Ateneo, il progetto lo ha visto impegnato per un anno presso il Dipartimento di Biomedicina del Policlinico Universitario di Basilea. “Ho sempre desiderato fare il ricercatore e se ho deciso di intraprendere questo percorso è anche grazie agli stimoli e all’entusiasmo che mi hanno trasmesso i docenti del corso di laurea - spiega Centola – Uno studente non può che trarre beneficio da questa forte interazione quotidiana con i professori, resa possibile dal ristretto numero di allievi per classe”.   
 
Oltre al settore della ricerca e a quello dell’industria biomedicale e farmaceutica, le competenze di un ingegnere biomedico possono trovare applicazione anche in laboratori clinici specializzati e in aziende sanitarie. È il caso, ad esempio, dell'Ing. Antonella Verta, 27 anni, laureata in Ingegneria Biomedica presso l’Ateneo nel 2008, che, dall’inizio del 2009, lavora presso l’Unità Operativa Complessa in Ingegneria Clinica dell’Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) di Cosenza. Il suo lavoro consiste nel verificare la sicurezza elettrica delle apparecchiature elettromedicali. Più in generale, Verta si occupa anche dei collaudi e delle dismissioni delle apparecchiature e di alcuni progetti di telemedicina. “Se sono riuscita a realizzare il mio sogno di lavorare come ingegnere clinico in ambito ospedaliero, lo devo sicuramente anche alla formazione umana e professionale che ho ricevuto durante il percorso accademico. Ringrazio per questo i docenti e i tutor che ho avuto".

 

 

 

 

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