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RICERCA: KICK-OFF PER EVRYON |
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Al PRABB primo incontro tra i partner del progetto internazionale su robot per la riabilitazione degli arti inferiori, di cui il Campus Bio-Medico è coordinatore
L’Università Campus Bio-Medico di Roma ha ospitato ieri e oggi il meeting d’apertura del progetto di ricerca internazionale Evryon (EVolving morphologies for human-Robot sYmbiotic interactiON).
All’incontro, in programma presso il Polo di Ricerca Avanzata in Biomedicina e Bioingegneria, hanno preso parte le delegazioni delle istituzioni partner nel progetto, coordinato dal Campus Bio-Medico: École Polytechnique Fédérale de Lausanne, University of Twente, Delft University of Technology, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
“Uno dei principali obiettivi di Evryon – ha spiegato, al termine delle due giornate, il Prof. Eugenio Guglielmelli, Associato di Bioingegneria Industriale e coordinatore del progetto per il Campus Bio-Medico di Roma – è lo sviluppo di un prototipo di sistema indossabile (wearable robot) central pattern generators, reti di oscillatori realizzate da alcuni circuiti neuronali presenti in molti esseri viventi”.
Finanziato con un budget complessivo di 2 milioni di euro dal VII Programma Quadro Europeo di Ricerca e Sviluppo, nell’ambito della specifica azione sullo studio della “Embodied Intelligence” promossa dal programma ICT - FET (Future Emerging Technologies), Evryon avrà durata triennale e si prefiggerà l’obiettivo di sfruttare il legame tra l’intelligenza di una macchina e il suo “corpo”, in termini di proprietà meccaniche e morfologiche della struttura corporea, al fine di progettare sistemi robotici innovativi per la riabilitazione degli arti inferiori.
Il budget a disposizione dei ricercatori del Campus Bio-Medico è di 967 mila euro, di cui 710 mila euro cofinanziati dalla Commissione Europea.
I ricercatori coinvolti nel progetto avranno anche il compito di ottimizzare le prestazioni del prototipo, dalla razionalizzazione del suo peso e delle sue dimensioni, alla riduzione del suo consumo di energia, grazie alle caratteristiche dinamiche della struttura meccanica: tutti fattori che incideranno sull’efficienza e sulle reali possibilità di utilizzo clinico del wearable robot.
“Nell’ambito di Evryon – ha sottolineato l’Ingegner Dino Accoto, del Laboratorio di Robotica del Campus Bio-Medico – sia la morfologia che il controllo del robot saranno sviluppati contemporaneamente e ottimizzati in un nuovo ambiente di simulazione, dove saranno prese in considerazione le dinamiche del corpo umano, seguendo un approccio legato ai precedenti studi sul legame tra l’emergere dell’intelligenza motoria e la struttura-forma del corpo nei sistemi animali e artificiali”.
Il programma di sviluppo del prototipo prevede la sua sperimentazione presso l’Unità di Medicina Fisica e della Riabilitazione del Campus Bio-Medico, diretta dalla Prof.ssa Silvia Sterzi, su un gruppo di soggetti anziani con diversi gradi di disabilità di locomozione, al fine di valutare la capacità di favorire il recupero funzionale nel cammino e aumentare l’autonomia personale.
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