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Il prossimo 22 giugno al Campus Bio-Medico di Roma la presentazione dei risultati del progetto di telemonitoraggio di pazienti con BPCO
Sweetage-1 si compone di un braccialetto dotato di sensori e un cappuccetto ergonomico (Pulsiossimetro) da infilare al dito che, collegati via bluetooth a un cellulare, inviano i dati dell’assistito al “Monitor System” del Presidio di controllo sanitario. Il paziente – ovunque si trovi – può in questo modo essere tenuto sotto controllo dai medici curanti in tutti i più importanti parametri vitali: la saturazione dell’ossigeno nel sangue, l’attività fisica, le frequenze cardiaca e respiratoria. I dati, rilevati dal sistema di telemedicina e trasmessi al Presidio, sono sempre visibili dal personale curante attraverso un qualsiasi computer portatile, i-pad o smartphone connessi al web.
Il progetto SweetAge-1 è stato testato su pazienti anziani affetti da «Broncopneumopatia cronica ostruttiva» (BPCO) e ha dimostrato la capacità di percepire anche sottili anomalie che preludono a un peggioramento del quadro clinico della persona in cura. Nell’avvicinarsi di situazioni critiche è stato così possibile intervenire preventivamente, con misure come il cambiamento della terapia farmacologica o l’invito al ricovero.
L’analisi dei risultati al termine della sperimentazione conferma i vantaggi che ci si attende dallo sviluppo sempre più diffuso di sistemi di telemedicina. Con l’utilizzo di Sweetage 1 è stato possibile ridurre sensibilmente le visite del paziente presso il Policinico Universitario e quindi i disagi connessi a ripetuti spostamenti e vincoli di presenza presso la struttura. In compenso, tutte le persone coinvolte nella sperimentazionehanno sottolineato il senso di sicurezza derivante dalla consapevolezza di essere tenuti sotto controllo dal medico in tutti i momenti della giornata, a casa, per strada e in ogni altra situazione della loro giornata.
Alla struttura ospedaliera, e più in generale al sistema sanitario, la cura del paziente con l’ausilio di sistemi di telemedicina promette un interessante risparmio di risorse. Sweetage 1 ha mostrato infatti che si riducono le giornate di degenza, le visite mediche domiciliari e specialistiche, il ricorso al Pronto Soccorso, le liste e i tempi di attesa. SweetAge-1 ha facilitato anche il lavoro degli operatori sanitari con dati clinici sempre aggiornati.
Il progetto, finanziato dalla Finanziaria Laziale di Sviluppo (FI.LA.S.), ha visto come protagonisti l’Area Specialistica di Gerontologia, diretta dal Prof. Antonelli Incalzi, la Intersistemi Italia-Evolvo, l’Università di Roma “Sapienza”, GO Management Consulting e la Fondazione Alberto Sordi, ente sostenitore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. |
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