
| TUMORI DELLA DONNA: CONVEGNO AL CAMPUS |
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Il 10 e 11 maggio specialisti di Ginecologia, Oncologia e Senologia approfondiranno le ultime frontiere nel trattamento dei tumori recidivanti dell’ovaio, avanzati della mammella e dei sarcomi uterini. In programma intervento del Presidente AIFA, Pecorelli, sul futuro dei farmaci anti-cancro
I tumori e le recidive neoplastiche più frequenti e pericolosi per la donna al centro del dibattito di esperti e specialisti clinici e chirurgici: è il tema del Convegno ‘Tumori recidivanti dell’ovaio, avanzati della mammella e sarcomi uterini. Dai farmaci innovativi alla chirurgia robotica’, in programma il 10 e 11 maggio presso la Sala Conferenze dell’Università Campus Bio-Medico di Roma (via Álvaro del Portillo, 21 – Trigoria).
Tra i relatori ci sarà anche il Prof. Sergio Pecorelli, Presidente dell’AIFA e Rettore dell’Università di Brescia, che terrà una Lectio Magistralis sul tema: “Il futuro dei farmaci anti-cancro: determinazione del valore, sguardo alla scienza, lotta ai costi”.
L’incontro, organizzato dalle Aree di Ginecologia, Oncologia e Senologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, fornirà agli specialisti l’occasione per confrontarsi sugli ultimi protocolli sperimentali, soprattutto farmacologici, nel trattamento di queste forme neoplastiche, che si rivolgono a medicinali diversi dai tradizionali chemioterapici. Nel corso del convegno si terranno una sessione video sulla chirurgia per questi tumori e la presentazione delle linee guida delle metastasi ossee nel tumore della mammella.
L’occasione, inoltre, consentirà ai partecipanti di condividere vantaggi e limiti delle nuove tecnologie diagnostiche e di chirurgia robotica applicate a queste patologie e di approfondire le modalità di comunicazione della prognosi infausta e del consenso informato.
Nel corso dell’evento saranno presentati due progetti di studio multicentrici: uno sulla trabectedina, molecola derivante da un’alga marina che viene utilizzata a livello sperimentale in associazione ai chemioterapici standard; l’altro sugli inibitori dell’angiogenesi, nuovi farmaci in grado di impedire le neoformazioni di vasi sanguigni, requisito fondamentale per lo sviluppo di lesioni e metastasi a distanza di tempo dal trattamento del tumore originario.
“La presenza all’incontro di relatori di aree mediche differenti – spiega il Prof. Roberto Angioli, Direttore dell’Area di Ginecologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – chiarisce il ruolo sempre più essenziale dell’integrazione tra specialisti nel trattamento di queste neoplasie, per ottenere il miglior risultato possibile”.
Il carcinoma ovarico colpisce ogni anno nel mondo 200.000 donne (60.000 in Europa), per oltre la metà con età inferiore a 60 anni. È al sesto posto per incidenza tra le forme di tumore femminile. Circa il 75% di queste pazienti muore a causa della malattia. Inoltre, il 50% dei tumori ovarici avanzati ricompare (la cosiddetta recidiva) entro uno o due anni, nonostante trattamento chirurgico e chemioterapico possano aver dato esito apparentemente positivo. Di queste pazienti, solo il 30% sopravvive a cinque anni.
Il tumore del seno è la forma tumorale più frequente nella donna: ne colpisce, in Italia, circa una su dieci (prima causa di mortalità per tumore). Rappresenta il 25% di tutti i tumori femminili.
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