Da domani al 20 marzo l'Associazione 'Amici dell’Università Campus Bio-Medico' Onlus promuove acquisto solidale di prodotti tipici del Lazio presso lo spazio espositivo ‘Le Artigiane’, in Via di Torre Argentina 72. Iniziativa in collaborazione con Coldiretti


Roma, 16 marzo 2016Dalla solidarietà alla prevenzione: questo l’obiettivo dell’iniziativa ‘Regalati il futuro’, in programma da domani al 20 marzo presso lo spazio espositivo ‘Le Artigiane’, in Via di Torre Argentina 72 a Roma. Promosso dall’Associazione 'Amici dell’Università Campus Bio-Medico’ Onlus, l’appuntamento ha lo scopo di richiamare romani e turisti all’acquisto solidale di eccellenze tipiche del Lazio per garantire un futuro migliore a tante donne. I fondi raccolti con la vendita dei prodotti agroalimentari, infatti, serviranno per finanziare il Programma di screening gratuito per la diagnosi precoce del tumore al seno nelle giovani donne, in fase di attivazione presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

Tra i prodotti acquistabili, messi a disposizione anche grazie alla collaborazione con la Fondazione 'Campagna Amica' di Coldiretti, miele, vino, olio extravergine, pasta e i tradizionali dolci pasquali, in quella che vuol rappresentare un’opportunità concreta di aiuto per consentire al numero più alto di donne sotto i 45 anni di sottoporsi al programma di screening mammografico. Un’opportunità che risulta sempre meno opzionale anche per le ragazze.

Secondo i dati AIRC, infatti, negli ultimi anni si è registrato un aumento dell’incidenza dei tumori al seno in Italia tra le giovani di età compresa fra i 25 e i 44 anni pari quasi al 30 per cento. Se una quota di queste neoplasie regredisce da sola o, comunque, non progredisce verso la malignità, va segnalato che aumentano, parallelamente, anche le forme più preoccupanti e aggressive di carcinoma. Poiché, attualmente, le campagne pubbliche di prevenzione non offrono una copertura al di sotto dei 45 anni, il rischio di scoprire la neoplasia in fase avanzata risulta, oggi, più alto proprio nelle ragazze. Peraltro, nel 95 per cento dei casi, non si tratta di neoplasie ereditarie o comunque legate ad alterazioni genetiche, ma di tumori per così dire normali, che non si sviluppano in soggetti considerati particolarmente a rischio (fonte dati: AIRC).