Studio dedicato ai viaggiatori nello spazio dimostra che questi elementi forniscono un’efficacia protettiva notevolmente maggiore, rispetto agli integratori oggi in commercio, per contrastare gli effetti ossidativi causati dalle radiazioni cosmiche. Si aprono, allo stesso tempo, nuove frontiere al mondo farmaceutico per la formulazione di prodotti contenenti miscele di questi composti vegetali antiossidanti, utili anche per proteggersi dai raggi ultravioletti in spiaggia

Roma, 14 luglio 2016 – Gli estratti naturali di rosmarino, melograno e semi di vite possiedono un efficace mix di molecole antiossidanti, utili molto più degli attuali integratori alimentari per combattere i rischi di ossidazione degli organismi in assenza di gravità. E, in modo del tutto speciale, ciò ha a che fare con la vita degli astronauti nello spazio. Sono proprio loro, infatti, i protagonisti del progetto PAPARD (Plant Antioxidants for Protection Against Radiation Damage), finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e condotto da Università Campus Bio-Medico di Roma, Università degli Studi di Roma La Sapienza e Università degli Studi di Firenze.

Esposti a radiazioni cosmiche e a numerosi altri fattori ambientali non ottimali, gli ‘uomini dello spazio’ subiscono un elevato stress ossidativo durante le missioni spaziali. Lo studio PAPARD è finalizzato allo sviluppo di formulazioni farmaceutiche contenenti miscele di composti vegetali antiossidanti di comprovata atossicità, da utilizzare anche nella prevenzione dei danni ossidativi alla base di molte malattie degenerative (cardiovascolari, neurologiche, oncologiche ecc.).

Per la preparazione delle formulazioni, il team di scienziati ha preso in considerazione un pool di molecole bioattive con un’azione antiossidante già confermata dalla letteratura scientifica. Si tratta di una serie di molecole presenti come componenti di alimenti e integratori alimentari già note per la loro azione antiossidante. A partire dalla caratterizzazione e dall’individuazione di fenoli e vitamine in alimenti o loro prodotti di scarto, come le foglie di rosmarino, i semi di vite e gli estratti di melograno, i ricercatori hanno stabilito la capacità di questi estratti di eliminare specie reattive e rallentare in questo modo i processi di ossidazione.Nello specifico, si è potuto dimostrare che le suddette molecole, assunte con la dieta, hanno un effetto protettivo sulle membrane dei globuli rossi (membrane eritrocitarie).

Di particolare interesse è la scoperta secondo cui l’assunzione di questi estratti naturali ha un’azione protettiva di gran lunga più efficace rispetto agli integratori commerciali, costituiti invece da poche molecole di questo tipo, peraltro altamente purificate.

“A partire da questi dati – spiega Laura De Gara, Ordinario di Fisiologia Vegetale presso l’UCBM – le formulazioni che otterremo potranno trovare impiego non solo nelle missioni spaziali, ma anche in molteplici altri ambiti in cui si verifica un aumento dello stress ossidativo nell’organismo umano, come l’esposizione a radiazioni ionizzanti a scopo radio-diagnostico o radio-terapeutico in ospedale. Da non sottovalutare, inoltre, che tali estratti possono essere utilizzati anche per scopi più quotidiani, come proteggersi dai raggi ultravioletti durante l’esposizione estiva in spiaggia”.