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Con l'inaugurazione dell'anno accademico si è aperto ufficialmente il 25° dell'Ateneo

Il 1993. Un anno di grandi eventi come l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht, la fine dell’apartheid in Sud Africa e l’elezione di Bill Clinton alla presidenza degli Stati Uniti. Ma non solo.  “Più sommessamente si apriva a Roma, il 15 ottobre, il primo anno accademico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma” ha detto il Presidente Felice Barela, a pochi minuti dall’apertura ufficiale del 25° da parte del Rettore.

È stato, infatti, anche Raffaele Calabrò, prima di pronunciare la celebre formula di avvio delle attività accademiche, a ricordare gli albori dell’esperienza a cui aveva preso parte agli inizi degli anni ’90: “La nostra Università è cresciuta molto. È diventata una realtà conosciuta, apprezzata e stimata in tutta Italia. Se penso a quei primi momenti, la realtà di oggi supera (e di molto!) le ambizioni e le aspettative che avevo allora immaginato. E questo grazie a tante persone, docenti, imprenditori, professionisti, infermiere, che hanno messo la propria professionalità e la propria competenza al servizio di questa grande impresa educativa, apostolica, accademica e assistenziale”.

“Una realtà in cui negli ultimi 4 anni – ha continuato il Presidente Barela – sono stati investiti 134 milioni di euro, messi quindi a disposizione della collettività” e che Nicola Zingaretti ha definito un “sistema complesso eccellente” riferendosi alle difficoltà attraversate negli ultimi anni dalla Regione Lazio e dal Paese che “ha bisogno proprio di questo per uscire dall’incertezza e dare alla comunità sicurezza e forza”. Un’esigenza, quella del contributo universitario alla società, sottolineata anche dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in termini di “metodo scientifico e conoscenze” da offrire al mondo istituzionale.

Il riferimento univoco del parterre di speaker è al futuro, che “è già qui” per Beatrice Lorenzin e che “i processi formativi devono anticipare” secondo Gaetano Manfredi, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. E proprio al neo Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia è spettato di chiudere invitando tutti i colleghi e gli studenti a “non avere paura delle opportunità che verranno, anche nei momenti critici che pure ci saranno”.

La giornata era iniziata con la Messa celebrata dal Prelato dell'Opus Dei, mons. Fernando Ocáriz, che durante la sua omelia ha ricordato l'iniziativa del beato Álvaro del Portillo, primo successore di san Josemaría Escrivá e ispiratore dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, citando proprio le sue parole pronunciate all'Inaugurazione dell'Ateneo nel 1993: "la dottrina e l’amore di Cristo orientino e informino più profondamente (…) l’esercizio delle nobilissime professioni medica e infermieristica: senza la guida e la spinta di questa dottrina e di questo amore esse diventano facilmente tecniche fredde e cieche che, invece di servire al bene degli uomini, possono tramutarsi in realtà contrarie alla vita e alla dignità dell’uomo".

Ha poi continuato il Prelato, rivolgendosi a tutta la comunità UCBM: "Servono docenti che siano dei veri maestri, saggi e attenti agli studenti e ai pazienti. Servono alunni che si applichino con passione allo studio per formarsi e poter poi servire meglio la società. Serve personale amministrativo, a ogni livello, che compia i propri compiti con allegria, nella consapevolezza di contribuire al buon esito di un lavoro comune".