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Nel 2020 a Cereal Docks e Cosmed il premio "Best company on stage"

5 marzo 2021 - Un premio per le aziende che accolgono il numero maggiore di tirocinanti UCBM. È questo lo scopo di “Best company on stage”, il riconoscimento che ogni anno viene consegnato alle società per sottolineare la positiva collaborazione instaurata con l’Università. A ricevere la targa in questa seconda edizione del premio sono due realtà: Cosmed, azienda leader nella diagnostica cardiopolmonare, nella misura del metabolismo e della composizione corporea, e Cereal Docks, gruppo industriale italiano attivo nella prima trasformazione agroalimentare per la produzione di ingredienti come farine, oli e lecitine destinati ad applicazioni nei settori mangimistico, alimentare, farmaceutico, cosmetico ed energetico.

"L’idea è quella di dare un riconoscimento a coloro che ci aiutano a completare il nostro percorso formativo con un tirocinio presso di loro", spiega Roberto Setola, delegato dell’Ateneo ai rapporti con le imprese e il mondo del lavoro. E i dati lo confermano: nell’ultimo anno Cereal Docks ha attivato 4 tirocini curriculari con i nostri studenti, di cui due si sono recentemente tramutati in assunzione. Cosmed, sempre nell’ultimo anno, ha ospitato ben sette tirocinanti, di cui due curriculari e cinque extra curriculari.

Cereal Docks

"La nostra collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico di Roma è avvenuta grazie all’ingegner Luigi Nataloni, membro del nostro team di management e docente del vostro Ateneo" – racconta Giacomo Fanin, business development manager di Cereal Docks –. Come azienda siamo da sempre attivi nella collaborazione con le università e i centri di ricerca e quindi abbiamo guardato da subito con grande interesse a questa opportunità”.
L’azienda di Camisano Vicentino, leader nel settore della trasformazione dei semi oleosi e del trading di cereali, è da sempre alla ricerca di nuovi talenti da inserire nel suo team. "Il ‘progetto Campus’ nasce con lo scopo di avvicinare il mondo accademico a quello del lavoro stimolando tra i due il dialogo e l’interazione, da cui possono scaturire delle belle opportunità per tutti, sia per gli studenti che per l’azienda. In particolare, i giovani che entrano in Cereal Docks hanno la possibilità di mettersi in gioco su progetti che riteniamo interessanti e rilevanti, anche con una certa responsabilità e autonomia", continua Fanin.
Sono soprattutto ingegneri chimici, bioingegneri, biologi, biotecnologi industriali e tecnologi alimentari i profili maggiormente richiesti dalla Cereal Docks. "In media, ogni semestre riceviamo 20-30 candidature, tra le quali selezioniamo non più di due o tre studenti per poterli seguire in modo adeguato. Già nelle ultime fasi della selezione, viene definito insieme a ogni candidato il progetto che dovrà poi sviluppare all’interno del nostro Dipartimento di Ricerca e Innovazione, seguito e coordinato da un tutor”, spiega il business development manager di Cereal Docks. Ma i tirocini sono un’occasione anche per le aziende, che attraverso l’inserimento di nuove risorse possono contare su proposte innovative.
"Lo scambio con giovani curiosi, preparati e appassionati è indubbiamente un’occasione di arricchimento anche per il nostro team interno. Si tratta di interazioni stimolanti dalle quali possono nascere idee anche importanti”.
Cereal Docks, 250 dipendenti dislocati in sei stabilimenti in Italia e uno in Romania, è una delle aziende che non si è mai fermata, neanche durante il lockdown. "Essendo quella alimentare una filiera essenziale, abbiamo sempre lavorato. Anzi, è stato un periodo molto intenso, con un aumento delle richieste. Gli amministrativi hanno lavorato da casa, mentre gli addetti alla produzione hanno continuato a venire in azienda, ma con tutte le misure di sicurezza. Non abbiamo mai smesso di guardare avanti, con quell’outlook positivo che continuiamo a conservare", conclude Fanin.

Cosmed

"Avevamo una nuova tecnologia per la misurazione del metabolismo a riposo in terapia intensiva che volevamo sperimentare – racconta Paolo Brugnoli, chief technology officer di Cosmed – e chiedemmo la validazione scientifica al professor Sergio Silvestri, docente presso l’Ateneo. Una volta stabilito il contatto, abbiamo incominciato a parlare in modo informale di tesi di laurea e tirocini formativi fino ad arrivare a un vero e proprio accordo che negli anni ha dato risultati più che positivi”. Inizia così la partnership UCBM e l’azienda produttrice di diagnostica cardiopolmonare, che dal 2013 ha ospitato nella propria sede sette tesi di laurea e sette stage post-lauream. Di questi quattro sono stati assunti a tempo indeterminato. Un’occasione utile sia per l’azienda che per gli studenti. "Siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti che non è facile trovare con i convenzionali processi di recruiting. Attraverso stage o tesi di laurea, invece, sia l’azienda sia il candidato hanno la possibilità di conoscersi a fondo e valutare efficacemente l’opportunità di collaborazione", continua Brugnoli.
Dall’altro lato anche i ragazzi hanno la possibilità di scoprire se quello che hanno scelto è esattamente il settore per i quali sono più portati. "Quando uno studente arriva in azienda non si rende conto di quante posizioni compatibili con il proprio ruolo e preparazione accademica esistono e magari si appassiona a qualcosa che fino ad allora non avrebbe mai immaginato", continua il chief technology officer di Cosmed.
L’azienda conta 150 dipendenti nel mondo, di cui circa 80 nella sede di Pavona, alle porte di Roma. È qui che gli studenti UCBM si trovano a fare i tirocini. "In questo momento abbiamo in corso 3 stage post-lauream. Abbiamo raccolto tantissime candidature durante il Job Day dell’anno scorso ed è stato davvero efficace perché abbiamo raccolto i curriculum, parlato con i ragazzi e scelto tra quelli disponibili a fare uno stage nella nostra azienda. A noi fa sempre comodo avere all’inizio dell’anno una lista di candidati dal quale attingere ogni qual volta si presenti una necessità".
Anche in questo periodo di pandemia. Nonostante una temporanea flessione, l’azienda non ha mai fermato la propria attività. "Siamo ottimisti perché il mondo riparte. Inoltre, noi ci occupiamo di diagnostica polmonare, un settore su cui si dovrà porre attenzione anche dopo la pandemia per valutare il danno subito dai pazienti che hanno avuto il Covid. Una valutazione che si fa anche con la nostra strumentazione", conclude Paolo Brugnoli.