ricercatore al microscopio

I due progetti di frontiera per la ricerca biomedica

27 luglio 2020 - L'Università Campus Bio-Medico di Roma e Inail hanno firmato un accordo di collaborazione per la realizzazione dei due progetti di ricerca – “Wifi-Myohand” e “ReGiveMeFive” – con un investimento congiunto totale superiore ai tre milioni di euro affinché si possano sviluppare soluzioni all'avanguardia per il pieno reinserimento sociale e lavorativo delle persone amputate.

“Wifi-Myohand” riguarda un sistema impiantabile, ottimizzato per l’interfacciamento con il sistema nervoso periferico per il ripristino della percezione sensoriale nelle protesi di arto superiore, e punta alla realizzazione di un nuovo sistema wireless per il controllo attivo dei movimenti dell’arto bionico da parte del paziente. Il progetto sarà coordinato dalla prof.ssa Loredana Zollo, ordinario di Bioingegneria industriale Ucbm e  per Inail l’ing. Emanuele Gruppioni, direttore tecnico dell’Area ricerca e formazione del Centro Protesi di Vigorso di Budrio.

“ReGiveMeFive” guarda alle nuove frontiere in chirurgia protesica e punta a incrementare il numero di pazienti che usufruiscono della procedure più avanzate di chirurgia bionica per migliorare la condizione di salute generale del paziente amputato, ad esempio riducendo significativamente i dolori da arto fantasma cronico e quelli correlati all’integrazione fisica delle protesi con il moncone dell’arto. I coordinatori saranno per Ucbm il prof. Vincenzo Denaro, primario emerito e professore ordinario di Ortopedia, e per Inail l’ing. Gruppioni.

I due progetti, entrambi della durata di 36 mesi, vedono coinvolte l’Area ricerca e formazione, l’Area sanitaria e l’Area tecnica di produzione del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio e le Unità di Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma di Ortopedia e Traumatologia, di Robotica Avanzata e Tecnologie Centrate sulla Persona, di Neurologia, Neurofisiologia e Neurobiologia, di Medicina Fisica e Riabilitativa, di Neurofisiologia e Neuroingegneria dell’Interazione Uomo-Tecnologia. In entrambi i progetti è previsto inoltre il coinvolgimento, come partner, dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

“Con questi due progetti il nostro Ateneo getta ancora una volta lo sguardo verso le frontiere della ricerca biomedica, quella di realizzare tecnologie sempre più avanzate e al contempo attente alle esigenze della persona – ha spiegato il rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Raffaele Calabrò – Tornare ad avere un arto non significa ancora un pieno ritorno alla vita normale se non consente il pieno reinserimento sociale e lavorativo: da anni la nostra università studia le soluzioni più all’avanguardia per accrescere il benessere di chi ne ha più bisogno. Permettere una reale diffusione di arti bionici che possano essere effettivamente utilizzati in attività lavorative e nella vita quotidiana rappresenta un reale contributo allo sviluppo della società in cui viviamo, e per questo siamo lieti di firmare un nuovo accordo con Inail”.

“Per la nostra missione istituzionale – ha sottolineato il presidente dell’Inail, Franco Bettoni la ricerca rappresenta una leva strategica fondamentale, in grado di produrre risultati di impatto rilevante sulla qualità della vita dei nostri assistiti e di sperimentare trattamenti sempre più efficaci per ridurre i tempi di recupero post-infortunio e migliorare i percorsi riabilitativi. L’accordo sottoscritto oggi con l’Università Campus Bio-Medico di Roma conferma una partnership ormai consolidata e rafforza ulteriormente la nostra sinergia con i principali enti accademici e di ricerca, finalizzata a creare una rete scientifica di eccellenza per la realizzazione di progetti di grande prospettiva in campo protesico e riabilitativo”.