Anziani: smartphone e pc per non restare soli

Durante il lockdown gli anziani della Fondazione Alberto Sordi hanno imparato a usare le tecnologie digitali. Coinvolti gli studenti Ucbm.

20 agosto 2020 - Anziani fragili ultrasettantacinquenni che imparano a utilizzare le tecnologie digitali per superare l’isolamento e ricreare una comunità solidale: sono gli uomini e le donne del centro diurno della Fondazione Alberto Sordi. Hanno tra i 75 e i 95 anni e quest’anno la chiusura del centro gli ha impedito di ritrovarsi negli spazi comuni, troncando improvvisamente quelle abitudini essenziali per mantenere quel benessere fisico e psichico essenziale per persone della loro età. Grazie al progetto “Il Centro a casa” voluto da Fondazione Alberto SordiFondazione Mondo Digitale e Università Campus Bio-Medico di Roma i loro incontri sono proseguiti nelle “stanze virtuali” animate da telefonini, tablet e pc.

Così il centro diurno ha cambiato pelle nel pieno dell’emergenza Covid-19 e, per assicurare la continuità dei servizi, si è trasformato in uno spazio digitale di condivisione di esperienze ed emozioni. Uomini e donne si sono ritrovati insieme con operatori e volontari in videoconferenza per leggere insieme i giornali, raccontare la propria giornata, i pensieri e le preoccupazioni dalla poltrona di casa propria, costruendo insieme un nuovo "ambiente di socialità” attraverso internet e le nuove tecnologie.

Grazie agli operatori della Fondazione e dell’Associazione Alberto Sordi, alla collaborazione degli educatori della Fondazione Mondo Digitale e a un gruppo di studenti delle facoltà di Medicina, Ingegneria e Scienze dell’Alimentazione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma che hanno fatto da volontari, gli anziani sono tornati protagonisti mantenendo o recuperando buone condizioni psicofisiche anche in tempo di distanziamento fisico.

La sfida è nata con la chiusura del centro, quando abbiamo avvertito la necessità di ripensare a livello digitale le attività che proponevamo ai nostri ospiti – spiega Francesca Lo Spoto, educatrice professionale impegnata tutti i giorni con gli anziani della Fondazione Alberto Sordi – Abbiamo avviato piccoli gruppi di cinque persone, in modo da poter seguire sia i processi di alfabetizzazione digitale sia favorire l’incontro e la socializzazione che attraverso tablet e telefonini è più complessa”.

Ad oggi sono attivi 2 gruppi di lavoro composti da 5 anziani ciascuno, coadiuvati da 2 volontari dell’associazione Alberto Sordi e da una psicologa. Attraverso piattaforme di videocomunicazione le persone anziane si collegano dalla loro casa e partecipano a due incontri a settimana che durano al massimo 2 ore, anche per le difficoltà nel rimanere concentrati davanti al video per più tempo.

Gli incontri sono partiti dall’insegnare a usare gli strumenti digitali – spiega ancora Lo Spoto - dedicando ad esempio 10 minuti a come si attiva-disattiva il microfono della piattaforma, conoscere cosa è internet, fornire insomma un background di conoscenze di base per poter usare le tecnologie digitali. Ogni incontro ha un tema specifico e questo permette alle persone di arrivare preparate, ritrovare foto e ricordi per raccontare se stessi e il proprio vissuto davanti agli altri”.

Un modo tecnologicamente nuovo e socialmente ben conosciuto dagli anziani per stare insieme, ravvivato da attività informative originali come la rassegna stampa delle buone notizie o le curiosità sulla città di Roma e la sua storia. Nel corso degli incontri anche il tempo di festeggiare con un brindisi i compleanni, momenti di gioco con cruciverba o altre attività di stimolazione cognitiva, il tutto rigorosamente mediato da un device e dall’occhio vigile di una telecamera.

“Un aspetto mi preme evidenziare – spiega Ciro Intino, direttore della Fondazione Alberto Sordi -  l’importanza del lavorare in rete, in sinergia con altri soggetti che operano con professionalità e competenze adeguate perché sensibili ai nuovi bisogni emergenti dall’ambiente territoriale di riferimento. La Fondazione Mondo Digitale da noi conosciuta grazie all’Università Campus Bio-Medico di Roma ha saputo supportare l’Associazione Alberto Sordi Onlus chiamata a “rimodulare” – nel periodo di emergenza da COVID 19 - in tele-assistenza il suo tradizionale intervento di cura socio-assistenziale con le persone anziane. È stata un’esperienza importante che ci ha fatto sperimentare forme nuove di assistenza personalizzata e che ci proietta in un futuro che sembra essere già cominciato”.

“Questo progetto è una sfida alla quale abbiamo voluto partecipare per una profonda convinzione: l’importanza dello scambio intergenerazionale. Dopo una prima fase di avvio, infatti, abbiamo coinvolto un gruppo di 11 studenti universitari volontari dei corsi di laurea di Scienze dell’ Alimentazione e della Nutrizione Umana, Scienze Infermieristiche e Medicina e Chirurgia – afferma la professoressa Simonetta Filippi, prorettore alla formazione universitaria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – Lo scopo è favorire il dialogo e lo spirito di servizio per allontanare concretamente dalla vita delle persone anziane il peso della solitudine. Crediamo inoltre che questa attività sia una ricchezza per anziani e studenti che di fatto apprendono gli uni dagli altri in un contesto di condivisione di esperienze di umanità.”