Daniela Lo Presti vince il premio Sensor 2021 Best Ph.D. Thesis Award

14 ottobre 2021 - È Daniela Lo Presti, assegnista di ricerca dell'Unità di Misure e Strumentazione Biomedica dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, a vincere il premio "Best Ph.D. Thesis Award" della rivista Sensors MDPI per aver progettato e sviluppato dei sensori indossabili all'avanguardia. Un lavoro descritto nella sua tesi di dottorato in Scienza e Ingegneria per l'uomo e l'ambiente (curriculum di Bioingegneria) dal titolo "Wearable based on fiber Bragg grating sensors for applications in Smart Healthcare: from design to test" .

Dal 2017 Lo Presti ha dedicato i suoi studi ai sistemi indossabili per la misurazione non invasiva di parametri vitali basati su sensori in fibra ottica. Quest'ultima è maggiormente conosciuta nell'ambito delle telecomunicazioni ma, negli ultimi decenni, ha trovato svariati utilizzi nel settore medico grazie a dimensioni ridotte, elevata sensibilità e biocompatibilità. I sistemi sviluppati da Lo Presti permettono il monitoraggio della frequenza respiratoria e della frequenza cardiaca partendo da misure di deformazione effettuate a livello di gabbia toracica. Infatti, l'attività respiratoria causa variazioni di volume della gabbia toracica che a loro volta deformano i sensori a contatto con essa, permettendo quindi il monitoraggio della frequenza respiratoria. Allo stesso modo, l'attività cardiaca, solitamente monitorata tramite elettrocardiagramma, causa microvibrazioni sulla gabbia toracica e piccole deformazioni sui sensori, utili al monitoraggio della frequenza cardiaca.

La ricercatrice si è occupata inoltre della valutazione funzionale di questi sistemi per definire le loro prestazioni. Sono stati effettuati test su volontari sani, su pazienti ma anche su atleti durante il loro allenamento. Per esempio, in ambito sportivo è fondamentale monitorare i parametri fisiologici nel corso dell’attività per ottimizzare delle strategie di training. Lo Presti si è rivolta agli arcieri: con un sistema indossabile basato su fasce elastiche e sensori flessibili ha valutato l'attività cardiaca durante la fase di mira del bersaglio, antecedente al tiro con l'arco, nel momento di maggiore tensione in cui l'arciere è solito trattenere l'aria per essere completamente immobile. Proprio in quella fase, la non invasività del sensore ha permesso di monitorare costantemente l'attività cardiaca e valutarne la frequenza.

"Grazie al sostegno e al coordinamento del mio supervisore di dottorato, il prof. Emiliano Schena, Associato di Misure Meccaniche e Termiche UCBM, e del dott. Michele Caponero, del Centro Ricerche ENEA di Frascati, ho avuto questo riconoscimento da parte di Sensors, una delle principali riviste scientifiche per i sensori e le misure ha affermato Lo Presti. Realizzare sensori sempre più performanti e sempre meno invasivi permetterà di rispondere in maniera crescente alla necessità di trasformazione dell'attuale modello di erogazione dell'assistenza sanitaria: da sistema incentrato sulla cura a sistema sempre più "smart" focalizzato sulla prevenzione. In questo senso, una realtà come quella dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, basata sulla stretta collaborazione tra ingegneri e personale medico, permette di sviluppare una tecnologia innovativa al servizio dell'uomo, personalizzandola sulla base delle informazioni fornite dai medici e sempre più su misura del paziente".