14 studenti delle superiori selezionati in tutta Italia

21  giugno 2017 - “È stato come salire sulla macchina del tempo, per dare uno sguardo al mio futuro”, racconta Ludovica, tra i 14 liceali coinvolti dal 12 al 16 giugno nella prima edizione di Summer lab. Una intensa settimana, tra lezioni e laboratori di ricerca, a diretto contatto con docenti e ricercatori della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria, per passare velocemente dalla teoria alla pratica.

“Mi sono piaciuti molto i seminari di Ingegneria tissutale e i temi dell’Ingegneria biomedica – ha detto Lorenzo, diciassettenne di Lodi. Nel laboratorio di Neuroscienze abbiamo visto le protesi di nuova generazione che sfruttano gli impulsi nervosi. Cose che mi sembravano fantascienza e invece sono praticamente realtà. Non ero mai entrato in un laboratorio di una facoltà scientifica: mi hanno stupito molto le apparecchiature all’avanguardia”.

È stata proprio la ricerca il cuore della scuola estiva a cui hanno partecipato ragazzi provenienti dal quarto anno delle scuole superiori di Barletta, Bitonto (BA), Caserta, Celano (PZ), Lodi, Marciana Marina (LI), Marigliano (NA), Modica (RG), Roma, Pomezia, Sassari e Jesi. Selezionati tra oltre cento candidature, hanno dimostrato di essere tra le menti più vive della generazione Z. D’altra parte, ognuno di loro, candidandosi al Summer lab, aveva espresso le proprie inclinazioni e sogni nel cassetto. Tra questi Matteo, da Sassari, scriveva: “Se nel futuro diventassi una persona importante, mi piacerebbe esserlo per aver fatto qualcosa che abbia facilitato la vita quotidiana di tante persone”. È per questo che i docenti UCBM, organizzatori dell’iniziativa, hanno poi trasformato le aspirazioni dei giovani studenti in un fitto programma di seminari ma soprattutto di esperienze pratiche.

Dalla scuola all'università con Summer lab

Alcuni di loro sembravano avere le idee già molto chiare, come Gabriele, appassionato di Informatica con un progetto di vita: “realizzare un robot multifunzionale in grado di ricevere comandi da una semplice applicazione per il telefono, per poi rieseguirli, utile ad esempio per persone con difficoltà motorie”. Andando via da Roma, ha concluso: “Penso che sia stata un’opportunità importante per capire come funziona un’università e progettare gli anni futuri”. Così i due pugliesi, Dionisio e Pietro, sono tornati a casa con un carico di nuove idee. Il primo, giunto in UCBM con il desiderio di lavorare su linguaggi di programmazione e algoritmi, ha trovato pane per i suoi denti. Pietro invece ha raccontato la pratica svolta nel laboratorio di Chimica dove - racconta - “con gli altri ragazzi, abbiamo costruito dispositivi che ospitano cellule sane e possono essere impiantati nel paziente”.

Esperienza entusiasmante anche per Marika e Ilaria, le due ragazze che - prima a stretto contatto con il servizio di Ingegneria Clinica del Policlinico Universitario, poi nel laboratorio di Misure e strumentazione biomedica - hanno lavorato con le apparecchiature utilizzate in ospedale e con sistemi di analisi del movimento e monitoraggio dei parametri vitali nonché sullo studio delle ossa. Ma in generale, per tutti, uno strumento in più per scegliere con maggiore consapevolezza, 'dopodomani', la vita universitaria. 

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