In questi giorni a Roma presentato il Concorso internazionale per lo sviluppo dell’Ateneo

16 marzo 2018 - Sette team di progettazione provenienti da tutto il mondo per disegnare il futuro dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Sono stati in questi giorni a Roma per toccare con mano la realtà dell’Ateneo, visitarne le strutture e gli spazi ed esplorare la Riserva Naturale di Decima Malafede per iniziare a sognare il Parco universitario che si svilupperà nel corso dei prossimi trent'anni.

Parliamo di Atelier(s) Alfonso Femia, italiani con sedi a Milano, Parigi e Genova, che affrontano il tema della contemporaneità nel rapporto tra città, territorio ed architettura (IULM Knowledge Transfer Center, Milano), di Diller Scofidio + Renfro, studio statunitense di progettazione interdisciplinare che lavora al crocevia tra architettura, arti visive e performative (Vagelos Education Center - Columbia University, New York) in team con Alvisi Kirimoto Partners con sede a Roma e un’esperienza internazionale nel design architettonico e urbano (Dong Thuc Square, Hanoi). Ma ancora, tra i partecipanti si va da El Equipo Mazzanti, team colombiano specializzato nella progettazione di edifici capaci di incoraggiare trasformazioni e creare comunità (Fundacion Santa Fe, Bogotà), a Labics, studio italiano che coniuga la ricerca teorica alla sperimentazione applicata (MAST, Bologna) in team con Topotek 1, che con sede in Germania è specializzato in architettura del paesaggio e integrazione urbana (Superliken Park, Copenhagen). Inoltre ci sono Mario Cucinella Architects, tra i più importanti studi italiani, con numerosi progetti premiati a livello internazionale dal punto di vista ambientale e sociale (Città della Salute, Milano), Sauerbruch Hutton, studio berlinese specializzato nella progettazione eco-compatibile (Federal Environment Agency, Dessau) e Xaveer De Geyter Architects che da Bruxelles si occupa di architettura, urbanistica e progettazione del paesaggio su diverse scale e livelli (Université Paris Saclay, Parigi).

“Abbiamo selezionato in tutto il mondo studi di medio-grandi dimensioni specializzati nella progettazione di sistemi di edifici collettivi e spazi per comunità complesse, attraverso una specifica metodologia sviluppata e coordinata dalla squadra dell’arch. Molinari (Luca Molinari Studio, Milano)”, ha spiegato Domenico Mastrolitto, Direttore generale di Campus Bio-Medico SpA, Ente Promotore di UCBM che ha lanciato la sfida del Concorso internazionale per il masterplan dell’Università. “Oggi chiediamo ai sette finalisti che abbiamo convocato a Roma due progetti: il masterplan sui 90 ettari per il raddoppio del campus nel corso dei prossimi 30 anni e il progetto sui primi 17mila metri quadri, immediatamente realizzabili, che daranno vita a nuove aule e spazi flessibili e innovativi per la formazione universitaria tra cui un simulation center e un’ampia dotazione di spazi e servizi dedicati alla campus life”.

Un evento, quello che ha visto protagonisti i finalisti del Concorso, che è stato anche l’occasione per riflettere sul ruolo dell’università a servizio della società e dell’umanità in occasione del Simposio internazionale “Education & Innovation: Universities serving society and humanity” insieme ad accademici provenienti da Italia, UK, Spagna e Argentina, nonché con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), la Regione Lazio, Roma Capitale, l’Ente regionale RomaNatura e Legambiente e con la partnership di eFM SpA.

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