Il Rettore Calabrò al tavolo dei relatori del convegno

Il convegno promosso da Pavia e Ansaldo, in collaborazione con Confindustria Assafrica & Mediterraneo e UCBM

12 giugno 2018 - “L'aiuto presuppone una rete nella quale istituzioni, università e imprese uniscano competenze ed energie”. Con queste parole il Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, prof. Raffaele Calabrò, ha aperto ‘Focus on Africa: sicurezza alimentare, tutela ambientale e sviluppo sostenibile’, convegno promosso da Pavia e Ansaldo, in collaborazione con Confindustria Assafrica & Mediterraneo e UCBM. Un evento che ha posto l’attenzione sulle tematiche legate all’agroindustria e alla sicurezza alimentare in Africa, nonché sui rischi per la salute che possono derivare da prodotti di incerta provenienza, come pure su energia, acqua e sviluppo e a cui sono intervenuti, tra gli altri, il direttore di Confindustra Assafrica & Mediterraneo, Pier Luigi D'Agata, e il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia.

Al centro del forum infatti un continente in cui la metà della popolazione non ha accesso all’energia elettrica ed è ancora sotto la soglia di povertà. “In questo scenario - ha proseguito il Rettore nel suo discorso - come Università, siamo chiamati a formare e aggiornare i professionisti e gli imprenditori di oggi e di domani: una missione educativa, una sfida e una responsabilità che avvertiamo con pienezza. Restituire senso e valore alle parole innovazione e sostenibilità è un compito che cerchiamo di portare avanti ogni giorno insieme ai ragazzi che frequentano i nostri corsi di laurea in Scienze dell’alimentazione e nutrizione umana”.

Tra i docenti dell’Ateneo intervenuti all’iniziativa, oltre a Diego Barba e Francesco Bruno, la prof.ssa Laura De Gara, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana, che ha sottolineato come “il miglioramento dello stile alimentare, in termini di salubrità e sicurezza” debba “prevedere un lavoro di formazione e informazione rivolto alla popolazione. Anche in Africa, interventi di educazione alimentare, adeguati ai contesti specifici, possono essere un valido strumento per il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione. In questo contesto, una più stretta collaborazione, anche basata su scambi di studenti, docenti e ricercatori, tra università ed enti di ricerca italiani e africani può rappresentare un nuovo modello di cooperazione internazionale potenzialmente molto efficace”.

L’Ateneo è infatti impegnato proprio in un progetto di cooperazione internazionale in Tanzania in collaborazione con il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia agraria (CREA), l’Università di Parma, l’Associazione ‘Golfini Rossi’ Onlus e due atenei africani, la Strathmore University (Kenya) e la St. Joseph University (Tanzania). A presentarlo all'interno del convegno Tiziana Bernardi, membro del CdA dell'Università Campus Bio-Medico e Preisdente di 'Golfini Rossi'.