Il presidente di Confindustria spiega l’importanza della relazione tra formazione e mondo dell’industria

24 gennaio 2019  –  Gli studenti oggi cercano sempre di più una formazione in grado di inserirli adeguatamente nel mondo del lavoro. Ma come può l’università essere pronta a rispondere a questa sfida?

Se ne è parlato mercoledì 23 gennaio insieme al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia nel corso del workshop “Università e impresa in un mondo che cambia: sfide e opportunità per il rilancio del sistema Paese”. Con lui, il presidente di Unindustria Filippo Tortoriello e tutta l’Università rappresentata dal presidente Felice Barela, il presidente onorario Paolo Arullani e dal rettore Raffaele Calabrò. In questa occasione l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha raccontato la sua esperienza di ateneo che da sempre ha tenuto in grande considerazione le relazioni tra impresa e università.
Nel suo intervento il presidente Boccia ha spiegato: “Viviamo in un mondo complesso nel quale è diventato necessario affrontare il tema del confronto con le competenze" e per tale motivo le università devono saper rispondere alle esigenze delle imprese, formando dei giovani capaci e principalmente abili ad orientarsi in una congiuntura economica ricca di sfide. Si tratta di stabilire un patto tra università e imprese, che preveda un progetto finalizzato alla formazione dei futuri lavoratori e che al contempo miri all’interesse dell’intero Paese.

Il presidente onorario Paolo Arullani e il rettore Raffaele Calabrò, intervenuti durante l’incontro, hanno voluto sottolineare la missione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma nel sostenere un metodo di formazione “umana” e innovativa, che permetta agli studenti di vivere vicino alle imprese, collaborando con le aziende, che non dimentichi mai le esigenze specifiche del giovane.
“La nostra è un'università che accoglie le imprese, collabora con le aziende, offre loro spazi di dialogo e collaborazione con studenti e ricercatori – ha sottolineato Calabrò  e coopera nella creazione di nuove imprese, in particolar modo quelle fondate dai giovani. Un ruolo importante soprattutto perché l'Italia è il Paese delle migliaia di piccole e medie imprese che hanno fatto e fanno il nostro benessere". 

L’incontro ha avuto inizio con la visita del Policlinico e dei vari laboratori di ricerca delle facoltà universitarie, al termine del quale il presidente Boccia ha dichiarato: “Girando oggi per l’Università Campus Bio-Medico di Roma ho visto passione, competenza, responsabilità. Gente che lavora e che ha in testa un progetto, vicina ai pazienti con orgoglio e senso di identità. E’ affascinante vedere tanti professionisti che lavorano insieme in una dimensione di interdisciplinarietà non solo con la passione per il lavoro ma anche di impegno civile”

Un’impressione ribadita anche dal presidente Unindustria Tortoriello per il quale UCBM è “punto di riferimento di una concezione moderna di accademia, dove conta tantissimo la componente umana ma anche quella imprenditoriale e dove valore aggiunto sono la correttezza e l'etica, elementi che caratterizzano anche il nostro percorso di imprenditori”.

Tortoriello ha ricordato inoltre l’accordo tra Unindustria e le 7 principali università del Lazio che partirà nei prossimi mesi, per portare le aziende nei laboratori universitari affinché si possa trasferire il progresso tecnologico in settori come aerospazio, scienze della vita, energie rinnovabili, e per dare quindi valore aggiunto alle lauree in questi ambiti scientifici. Infatti, secondo l’ultimo rapporto Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), i laureati che si formano in Italia in settori tecnico-scientifici sono intorno al 18 per cento, di qualità ancora troppo bassa rispetto ad altri paesi europei. “Più laureati in materie scientifiche sono una necessità per l’economia del futuro: l’istruzione senza una specializzazione in questi ambiti non solo penalizza le imprese -  ha concluso Tortoriello - ma spesso favorisce la disoccupazione”.

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