Tra musica e parole, l'omelia "Amare il mondo appassionatamente" diventa uno spettacolo teatrale

3 maggio 2019 - È la voce di san Josemaría Escrivá a irrompere nel silenzio dell’Aula Magna dell’Università Campus Bio-Medico di Roma dove, a luci spente, centinaia di persone attendono l’inizio dello spettacolo teatrale “Amare il mondo appassionatamente”, nel pomeriggio del 3 maggio.

“Non è forse vero che questo sguardo a ciò che abbiamo intorno vi conferma – con un’immagine viva e indimenticabile – che è la vita ordinaria il vero ‘luogo’ della vostra esistenza cristiana? Figli miei, lì dove sono gli uomini vostri fratelli, lì dove sono le vostre aspirazioni, il vostro lavoro, lì dove si riversa il vostro amore, quello è il posto del vostro quotidiano incontro con Cristo. È in mezzo alle cose più materiali della terra che ci dobbiamo santificare, servendo Dio e tutti gli uomini”.

Si accende la luce su Neri Marcorè che dà il via alla rilettura della storica omelia pronunciata da san Josemaría Escrivá nel campus dell’Università di Navarra l’8 ottobre 1967. Sono parole forti, carismatiche che dopo 50 anni rivelano la grande modernità e attualità del messaggio del fondatore dell’Opus Dei, che invita a essere santi nella vita ordinaria. 

All’evento condotto dal presentatore Flavio Insinna hanno partecipato personale, studenti dell’Ateneo nonché personaggi del mondo dello spettacolo e amici.

“Non ci può essere una doppia vita, non possiamo essere come degli schizofrenici, se vogliamo essere cristiani: vi è una sola vita, fatta di carne e di spirito, ed è questa che deve essere – nell’anima e nel corpo – santa e piena di Dio. Questo Dio invisibile lo troviamo nelle cose più visibili e materiali”. Questa volta è Edoardo De Angelis a interpretare un altro passaggio del celebre testo, accompagnato dal chitarrista Massimo de Lorenzi.

Toccante l’esibizione del Magnificat da parte di Tosca, partecipe anche lei di questo originale percorso artistico: “Vi assicuro, figli miei, che quando un cristiano compie con amore le attività quotidiane meno trascendenti, in esse trabocca la trascendenza di Dio”, legge la cantante.

Oltre alle parole e alla musica, ad arricchire l’esperienza sono stati alcuni filmati su san Josemaría e sul suo primo successore, il beato Álvaro del Portillo, che ha dato impulso alla realizzazione di opere apostoliche in tutto il mondo, tra cui l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

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