Scaccabarozzi, Calabrò, Mugelli e Minotti

Il Paese cerca scopritori di nuove possibilità di cura

8 maggio 2019 - Non più solo in corsia. Oggi i medici servono anche nel settore farmaceutico. È questo il messaggio emerso dall’incontro sul tema “Il farmaco dalla ricerca di base alla terapia: sinergie tra accademia e impresa sulle nuove prospettive occupazionali del settore farmaceutico”, con Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, Alessandro Mugelli, presidente della Società Italiana di Farmacologia e Giorgio Minotti, preside della Facoltà dipartimentale di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

“Se è vero che oggi il 65% dei bambini di scuola elementare inizia a studiare per una professione che ancora non esiste, è pur vero che molti dei nostri studenti non sanno che possono percorrere delle strade professionali che già esistono e attendono di essere imboccate. Il medico quindi non è più solo quello in camice bianco, ma può diventare uno scopritore di possibilità di cura. Ed ecco allora che si aprono una serie di bivi professionali, che spesso però i nostri studenti non conoscono”, ha affermato il Preside Minotti.

Un settore, quello farmaceutico, che conta 65.400 occupati diretti e altrettanti nell'indotto, molti dei quali sotto i 35 anni e con una forte presenza femminile. Dal 2018 l’industria farmaceutica italiana ha raggiunto i vertici delle classifiche in ambito europeo per la produzione e, dopo le crisi degli ultimi anni, continua a vivere una stagione di crescita fatta di dinamismo e innovazione continua.

“Noi siamo un settore che produce vita, valore, farmaci e per portare avanti tutte queste attività ci servono le competenze mediche”, ha affermato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria. Sono soprattutto le direzioni scientifiche e della ricerca le figure più richieste dalle industrie del farmaco. “Abbiamo difficoltà a trovare proprio medici – prosegue – perché spesso i laureati in medicina sono spaventati dalla mancanza dell’attività clinica, non sapendo che si può esercitare anche nelle nostre aziende con progetti di ricerca clinica”.

Non solo medici però. “Nella ricerca del farmaco c’è spazio per persone che hanno conoscenze nel campo della biologia e della chimica, gli spazi sono tantissimi – ha sottolineato, Alessandro Mugelli, presidente della Società Italiana di Farmacologia. Si va dall’identificazione di nuovi principi attivi alla farmacogenomica che sta rivoluzionando il mondo della terapia”.

Un mondo, quello dell’industria del farmaco, che trova nei laboratori di ricerca dell’Università Campus Bio-Medico e nel suo Policlinico Universitario un ambiente che vive a stretto contatto con le dinamiche di sviluppo e innovazione di nuove cure e nuovi dispositivi per la diagnosi e le terapie. Una realtà che è quotidianamente a contatto con tematiche come il livello di spesa per i farmaci, l’appropriatezza delle terapie, le problematiche connesse all’ospedalizzazione e la cura delle malattie croniche.