Presentata oggi nell’Aula Magna Ucbm la sperimentazione che vede collaborare l'Università Campus Bio-Medico di Roma e l’Istituto Auxologico Italiano di Milano, grazie al sostegno della “Fondazione ‘Nicola Irti’ per le opere di carità e di cultura”

27 giugno 2019 - Una nuova frontiera nella ricerca contro la Sclerosi laterale amiotrifica (Sla). È così che è stata presentata oggi, nell’aula Magna Trapezio dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, la sperimentazione che impiega l’elettroceutica portandola direttamente a casa del paziente con l’obiettivo di rallentare la malattia. Il progetto, della durata di sei mesi, verrà sviluppato in collaborazione dall'Università Campus Bio-Medico di Roma e dall'Istituto Auxologico Italiano IRCCS di Milano, grazie al sostegno della “Fondazione ‘Nicola Irti’ per le opere di carità e di cultura”.

Ad illustrare lo studio, vi erano questa mattina il professor Vincenzo Di Lazzaro, direttore dell'unità operativa complessa di Neurologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, e il professor Vincenzo Silani, direttore dell’unità operativa di Neurologia e del Laboratorio di ricerche di Neuroscienze dell’Istituto Auxologico Italiano.

"Oggi - spiega il professor Di Lazzaro - abbiamo finalmente a disposizione una metodica di stimolazione che i pazienti possono utilizzare facilmente a casa loro tutti i giorni. La nostra speranza è che una stimolazione cerebrale transcranica prolungata possa avere una maggiore efficacia nel ridurre la progressione della Sla, contro la quale non esiste a oggi una cura".

“Quello che vogliamo fare è rivoluzionario”, aggiunge il professor Silani. “Questo è un momento favorevole per la ricerca sulla Sla. L’approccio che proponiamo è innovativo e unico”.

Alla presentazione hanno partecipato anche il presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Felice Barela, insieme al rettore dell’Ateneo, il professor Raffaele Calabrò, il presidente dell'Istituto Auxologico Italiano, Michele Colasanto, e il presidente della “Fondazione ‘Nicola Irti’ per le opere di carità e di cultura”, Natalino Irti.

“Trovo – ha commentato Barela – che questo progetto sia in consonanza con il motto della nostra università, “la scienza per l'uomo”, vale a dire, non solo per far progredire la scienza ma perseguire un reale spirito di servizio e aiuto degli altri”.