Tre anziani di spalle seduti su una panchina

Gli studi su ritmo circadiano e vitamina D e su residenzialità di successo vincitori del Bando Fondazione Alberto Sordi

3 ottobre 2019 -  “The D-Rhythm: Il ruolo della vitamina D e delle alterazioni del ritmo circadiano nelle malattie neurodegenerative” e “La casa che vorrei: Studio sui fattori che promuovono la residenzialità di successo nelle persone anziane” sono i due progetti finanziati per il 2019 dalla Fondazione Alberto Sordi.

Il primo lavoro analizza la possibile interrelazione tra il metabolismo della vitamina D e i fattori regolatori del sonno come responsabile di sviluppo e progressione delle malattie neurodegenerative. Le irregolarità del sonno sembrano infatti associate a un peggioramento di tali malattie e potrebbero risentire delle alterazioni del metabolismo della vitamina D comuni nella popolazione anziana. Attraverso lo studio di un gruppo di pazienti gli sperimentatori svilupperanno modelli cellulari ottenuti dalla riprogrammazione delle loro cellule staminali. “The D-Rhythm” è coordinato dal dott. Massimo Marano dell’Unità di Ricerca di Neurologia e condotto in stretta collaborazione con il dott. Andrea Palermo dell’Unità di Ricerca di Endocrinologia e Diabetologia e la dott.ssa Jessica Rosati del laboratorio di riprogrammazione cellulare dell’istituto CSS Mendel di Roma, IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza.

Il progetto sugli elementi che definiscono residenzialità vincenti per le persone anziane è stato ideato dalla prof.ssa Michela Piredda, dell’Unità di Ricerca di Scienze Infermieristiche dell’Ateneo. Lo studio identifica i requisiti che una residenza dovrebbe avere per consentire agli anziani di sentirsi come a casa. Si tratta di caratteristiche relazionali, organizzative e socioassistenziali e di preferenze ambientali e di design degli spazi. Il fine è quello di individuare gli elementi che restituiscono agli anziani la sensazione di stare a casa propria. Il progetto coinvolge la persona anziana in maniera diretta, favorendo una valutazione attiva, da parte sua, nella decisione della residenza in cui trasferirsi, così da percepire tale scelta in maniera positiva, con la creazione di uno spazio fisico e affettivo in cui sia bello abitare e vivere.

I due progetti vincitori sono in linea con gli ideali della Fondazione Aberto Sordi, che crede nella ricchezza della terza età e sostiene la ricerca geriatrica nel campo della fisiopatologia dell’invecchiamento finanziando il polo di ricerca scientifica avanzata sulle malattie dell’invecchiamento condotte dall’Università Campus Bio-Medico di Roma.