Il presidente UCBM all'inaugurazione dell'anno accademico

Il benvenuto di Felice Barela al Presidente della Repubblica

8 novembre 2019

Signor Presidente
Autorità accademiche,
Autorità civili, militari, ecclesiastiche,
Cari studenti,
Signore, Signori

Sono particolarmente lieto di dare il benvenuto al Signor Presidente della Repubblica, che oggi ci onora della sua presenza, che è di grande incoraggiamento e stimolo per noi tutti.

Un caloroso benvenuto a voi tutti in questa giornata di apertura di un nuovo anno accademico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

La nostra Università ha recentemente completato il giro di boa dei suoi primi 25 anni e ha iniziato un nuovo tratto di navigazione, nel quale desidera poter offrire alla società - alle ragazze e ai ragazzi che si formano nei suoi diversi corsi di studio, alle tante migliaia di persone che si rivolgono al suo Policlinico, alle aziende con cui collaborano i nostri ricercatori - un contributo ancora più ampio e significativo, grazie alla maturità raggiunta in questi anni.

Essa si inserisce nel solco della tradizione plurisecolare dell’Istituzione universitaria, con umiltà – anche in considerazione della sua giovane età - ma al tempo stesso con la nobile ambizione di raccoglierne l’eredità, di cui fanno parte l’amore per la conoscenza, lo spirito di collaborazione, che non conosce barriere né frontiere, il servizio all’uomo e la preoccupazione di contribuire al bene comune: valori che discendono direttamente dalla migliore tradizione europea e dalle sue radici cristiane.

In questi 25 anni, il seme gettato dal Beato Alvaro del Portillo, che aveva fatto suoi i desideri di San Josemaría, fondatore dell’Opus Dei, ha messo radici ed ha cominciato a produrre i suoi frutti, che ci auguriamo possano andare sempre più abbondantemente a beneficio di tante persone, anche oltre i confini nazionali.

Proprio l’internazionalizzazione del nostro Ateneo è uno degli obiettivi indicati nelle linee di indirizzo strategico indicate dal Consiglio di Amministrazione, che hanno guidato la nostra azione: il Rettore potrà meglio illustrare il modo in cui tale obiettivo sta traducendosi in pratica.

Altri obiettivi che stanno trovando concreta attuazione in questi anni riguardano L’intensificazione dei rapporti con il mondo del lavoro, grazie all’azione del Comitato Università – Impresa; L’arricchimento dell’offerta formativa (anche qui il Rettore ci dirà dei nuovi Corsi che sono stati attivati); Lo sviluppo delle attività di Ricerca, con particolare riferimento alla ricerca clinica e agli ambiti ad alto impatto sociale. Mi piace sottolineare, al riguardo, perché so che è un tema che sta molto a cuore al Presidente, le linee di ricerca che riguardano la sicurezza sul lavoro e la qualità della vita dei lavoratori che hanno subito incidenti, anche in collaborazione con INAIL.

La nostra Università si trova in una fase di sviluppo: maggiori spazi, più studenti, più docenti… Tale crescita riguarda anche il nostro Policlinico Universitario, che solo poche settimane fa ha ultimato le opere di profondo rinnovamento del polo di Radioterapia Oncologica di via Longoni nella periferia est di Roma, ad è in procinto di affrontare un passo molto importante con l’avvio del Dipartimento di Emergenza – Urgenza, secondo il programma studiato e concordato con la Regione Lazio, che avrà importanti ricadute sul piano assistenziale, accademico, sociale per la nostra Città, la nostra Regione, e non solo.

Siamo anche in procinto di attivare un Hospice, per offrire cure palliative a un buon numero di malati terminali. Per citare solo alcuni dei programmi su cui stiamo lavorando.

Oltre agli obiettivi a breve, è stato impostato anche un piano di crescita di lungo termine. Un concorso internazionale di architettura, conclusosi nei mesi scorsi, ha consentito di riflettere sulle possibili linee di sviluppo e sulle soluzioni strutturali e urbanistiche per il futuro Campus, in modo che ogni edificio che verrà costruito risponda ad una logica unitaria e tenga ben presenti gli aspetti paesaggistici, i collegamenti, la sostenibiltà energetica ed ambientale.

Tengo a sottolineare, al contempo che, come più volte ci siamo detti, non è alla crescita “quantitativa” che intendiamo puntare (anche se, certamente, vi sono alcune “dimensioni minime”, una “massa critica” necessaria), ma soprattutto ad incrementare sempre più la passione per la qualità nel nostro lavoro: formativo, scientifico, assistenziale, e anche di buon governo dell’Istituzione. Qualità soprattutto delle relazioni, perché siano sempre caratterizzate da quel desiderio di “servizio”, espresso nella nostra “Carta delle Finalità”, che diventa accoglienza, collaborazione, rispetto, solidarietà. Si tratta del “patrimonio genetico”: di attenzione, di cura (vorrei dire amorevole) per ogni persona e per l’ambiente. Aspetti che credo siano riconosciuti come una delle caratteristiche della nostra Istituzione: è responsabilità di tutti noi far sì che esse non solo non si perdano, nel tempo, ma che anzi siano sempre più coltivate, migliorate, tenute nella massima considerazione, per restare fedeli ai valori che hanno dato vita all’UCBM e che ne hanno consentito la crescita in questi primi 25 anni.