La nascita dell'UCBM

Nel 1988 Mons. Álvaro del Portillo, Prelato dell’Opus Dei, parlò a un gruppo di professionisti membri della Prelatura dell’Opus Dei, perché si realizzasse un sogno di san Josemaría: una clinica universitaria a Roma capace di unire alle competenze medico-scientifiche l’attenzione al malato come persona, alla formazione accademica lo spirito cristiano di servizio. A settembre chiese di costituire un primo gruppo di studio, che assumerà il nome di “pensatoio”, e pochi mesi dopo iniziarono i primi incontri operativi per studiare la fattibilità del progetto.

Don Álvaro aveva a cuore non solo che i malati ricevessero le cure migliori, ma che questo avvenisse con umanità. Incoraggiò la nascita dell'Università Campus Bio-Medico di Roma e seguì poi da vicino le persone impegnate a studiarne la realizzazione. Esortava per questo medici, infermiere e tutto il personale dell’Università a un particolare stile di lavoro: «Volete che la dottrina e l’amore di Cristo orientino e informino più profondamente la società umana, e concretamente l’esercizio delle nobilissime professioni medica e infermieristica: senza la guida di questa dottrina e di questo amore, esse diventano facilmente tecniche fredde e cieche che, invece di servire al bene degli uomini, possono tramutarsi – non mancano purtroppo esempi eloquenti, anche al giorno d’oggi – in realtà contrarie alla vita e alla dignità dell'uomo».

Al centro della sua preoccupazione pastorale c’erano, non di meno, gli studenti. La formazione universitaria doveva favorire la crescita armonica di tutta la persona, coniugare il più alto livello culturale e scientifico con il senso di responsabilità per le implicazioni etiche della futura professione. «Questo Centro docente e di ricerca scientifica s’impegnerà a offrire un’attenzione particolare alla formazione di medici e infermiere affinché, oltre a lavorare bene, con provata competenza professionale e tecnica, ispirino la propria attività a una vera rettitudine d’intenzione e a un autentico spirito di servizio».

«In un ospedale – affermava don Álvaro – la Chiesa non è presente solo grazie al cappellano: agisce anche tramite i fedeli che, come medici o infermieri, procurano di prestare un buon servizio professionale e una delicata attenzione umana ai pazienti».

E sul mondo accademico: «L'Università che si proponga istituzionalmente di offrire un contributo cristiano allo sviluppo della cultura dovrà fare in modo che tutti i saperi convergano nel servizio disinteressato alla persona e pertanto alla società».

Don Álvaro nei ricordi di chi c'era

Del ‘pensatoio’, il primo gruppo di studio che contribuì alla nascita dell’UCBM, facevano parte Paolo Arullani, Luigi Altomare, Giordano Dicuonzo e José María Araquistain, che ricordano don Álvaro con queste parole:

  • Paolo Arullani, Presidente Onorario UCBM: Era il settembre 1988, mi trovavo a Urio, sul Lago di Como, per partecipare a delle giornate di Ritiro. Don Álvaro ci fece visita e mi chiese in un momento di colloquio con più persone, se non avessimo mai pensato a realizzare un ospedale a Roma. Non passò più di una settimana e tornò sull’argomento, chiedendomi cosa avessimo deciso. Non “pensato”, ma “deciso”! Capii allora che non era semplicemente un’idea. Io a quei tempi vivevo a Milano. A Roma Luigi Altomare fu presto incaricato di seguire da vicino il programma, insieme a José María Araquistain. Io all’inizio mi recavo apposta a Roma per gli incontri del cosiddetto “Pensatoio”.

  • Luigi Altomare: Il 1 dicembre 1988 ci fu il primo incontro del “Pensatoio”. Conservo gli appunti di quell’incontro con Paolo Arullani e Araquistain. Rivedendoli, mi colpisce come il progetto fosse già allora ben delineato. Nel settembre precedente, a Urio, don Álvaro ci aveva dato alcuni suggerimenti: «Realizzare a Roma una clinica con caratteristiche universitarie… Malati trattati come persone… fin dall’inizio va aperta una scuola per infermiere». Qualche settimana dopo, in occasione dello scambio degli auguri natalizi, don Álvaro tornò sul lavoro che stavamo svolgendo e, con riferimento al suo predecessore, san Josemaría, ci disse: «Il fondatore ha pregato tanto, perché in tutte le grandi città, e in concreto qui a Roma, ci fossero degli ospedali ben tenuti, permeati dallo Spirito dell’Opera». Successivamente nel “Pensatoio” si aggiunsero a noi Giordano Dicuonzo e Michele Crudele.

  • José María Araquistain, Cardiologo e Internista, Centro Medico Parioli, Roma: Come medico personale di don Álvaro, ero il membro del “Pensatoio” che poteva avere qualche occasione in più di incontrarlo. Così fungevo anche da emissario e gli portavo i faldoni con tutti i documenti che con il tempo elaboravamo sul progetto. Lui aveva piacere di riceverli personalmente e mi ricordava che ci teneva molto che il Campus Bio-Medico iniziasse in piccolo e avesse il tempo di crescere bene. Ci teneva anche molto che facessimo visite alla Clinica di Pamplona e attingessimo da quell’esperienza nata molti anni prima. Proprio al ritorno da uno di questi viaggi mi chiese subito come stavano alcune persone là ricoverate. Nonostante tutti gli impegni che aveva nel governo mondiale dell’Opera, era sempre molto attento a tutte le persone.

L'inaugurazione dell'UCBM

Fu proprio Mons. Álvaro del Portillo a celebrare la S. Messa in occasione dell’inaugurazione del primo Anno Accademico (1993/1994) dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. L’omelia contiene alcuni dei messaggi più significativi rivolti in pubblico dal Prelato a chi allora presente e a chi avrebbe condiviso negli anni successivi la vita dell'Università Campus Bio-Medico.

«A quante decine di migliaia di persone potrà giungere questo messaggio di pace, e quanto bene potrete fare all’uomo e alla società impegnandovi con tutte le vostre forze in quest’impresa! Essa nasce piccola, ma è già grande, perché desiderate realizzarla con cuore grande, alla misura del cuore di Cristo!».

«Vi raccomando di lavorare in spirito di unità e di comprensione, con ottimismo: supererete in tal modo gli ostacoli con l’aiuto di Dio, sarete felici e – cosa ancor più importante – vi santificherete e aiuterete gli altri a santificarsi, perché starete praticando il comandamento dell’amore».