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Tirocinio in Virginia per 20 studenti di Medicina

Il corso sulla metodologia della ricerca ha coniugato attività teoriche e pratiche

4 novembre 2016 - Un tirocinio formativo a Richmond, presso la Virginia Commonwealth University, organizzato dall'Associazione Alumni di UCBM grazie alla disponibilità del prof. Antonio Abbate, laureato proprio presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma e da diversi anni docente presso l'ateneo americano. Un'esperienza unica e dall'alto valore formativo che hanno potuto vivere nove studenti ed un neolaureato del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Cinque di loro - Paolo Manca, Ettore Distefano, Maria Luigia Vaiano, Marialessia Capuano e Michele Mattia Viscusi - sono volati negli Stati Uniti grazie alle borse di studio di mille euro ciascuna messe a disposizione dall'associazione Alumni. Ventidue le domande ricevute, valutate con attenzione da una commissione che ha ritenuto idonei anche Simone Catapano, Lorenzo Rampa e Andrea Prestamburgo, cui si sono aggiunti per la partecipazione anche Pasquale Maria Pecoraro e Marco Giuseppe Del Buono. Un'iniziativa che si ripeterà nel corso del prossimo anno: dato il successo riscosso, la VCU ha già confermato la propria disponibilità ad organizzare altri tirocini simili nel corso del prossimo anno.

Il racconto e le testimonianze degli studenti

È stata un'esperienza produttiva sia dal punto di vista umano, in quanto mi ha permesso di avere un primo ma indispensabile approccio con una cultura (intesa come lingua, usi e costumi) piuttosto diversa dalla nostra, sia dal punto di vista accademico: sotto l'attenta supervisione del prof. Abbate è stato possibile, durante il corso delle prime due settimane, acquisire le nozioni basilari della metodologia di ricerca (clinica e preclinica) e coniugare, nel successivo mese di permanenza a Richmond, attività di ricerca e attività di reparto, tornando arricchiti di un bagaglio di inestimabile valore.
Michele Viscusi

Poter seguire un corso sulla metodologia della ricerca è già di per sé un’opportunità per uno studente di Medicina, poiché durante il corso di laurea magistrale si predilige studiare quelli che sono i risultati degli studi scientifici piuttosto che studiare “come” fare ricerca. In più, poterlo frequentare negli Stati Uniti ha reso questa esperienza importante non soltanto dal punto di vista didattico, ma anche dal punto di vista personale. Il corso era strutturato in una parte teorica e in una parte pratica. La parte teorica con lezioni svolte da parte del prof. Abbate e dei suoi collaboratori e con le “lectures” svolte dai professori interni o esterni alla VCU, aperte a tutti. La parte pratica, invece, era “personalizzata” su ciascuno dei nostri interessi nei vari ambiti specialistici; si potevano ad esempio seguire studi di ricerca preclinica (nei laboratori) e studi di ricerca clinici. Avere l’opportunità di seguire un corso interamente dedicato alla metodologia della ricerca e strutturato in questo modo mi ha permesso di avere una panoramica su quelli che sono i tasselli di cui si compone la ricerca e di avere un riscontro nella pratica, seppur limitato a causa del breve periodo. Ciò che mi ha colpito di più sono state le loro strutture, la loro organizzazione interna ed anche il rapporto diretto tra gli studenti e i loro mentori/professori (sembra quasi non ci sia quella barriera che a volte separa lo studente dal docente). Inoltre, mi ha colpito il grande interesse che gli Stati Uniti rivolgono alla ricerca e quanto questa sia finanziata. Una nota a parte, invece, sul loro stile di vita, lontano dal nostro ed a mio parere non troppo salutare; per fare un esempio eclatante, c’erano i fast food all’interno dell’ospedale. Nel complesso è stata un’esperienza costruttiva, che mi ha aperto nuove strade e scenari per il futuro. Per questo ringrazio UCBM, il prof. Abbate ed i suoi collaboratori. 
Ettore Distefano

Ho trovato l'esperienza presso la VCU estremamente arricchente sia dal punto di vista accademico sia personale. Dal mio rientro in Italia ho una gran voglia di fare, provare nuove esperienze e, perché no, avvicinarmi al mondo della ricerca. Ringrazio l'associazione Alumni per averci dato questa opportunità e mi auguro di poterla ripetere anche i prossimi anni.
Maria Luigia Vaiano
 
Il punto forte dell'esperienza di Richmond è stato la possibilità di seguire lezioni che sistematicamente hanno ripreso in maniera non eccessivamente approfondita ogni singolo aspetto della progettazione di un lavoro scientifico. Sarebbe bello istituire un'esperienza simile in UCBM, poichè finora non esiste questa possibilità. Frequentare un laboratorio di ricerca lì mi ha permesso di cogliere somiglianze e differenze rispetto a come viene condotto il lavoro qui all'Università Campus Bio-Medico di Roma. Auguro a tutti un'esperienza analoga alla mia.
Paolo Manca