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L'intervista. Giulio Volpe, a Cambridge dopo la laurea in medicina

Un progetto di ricerca sulle staminali neurali contro la sclerosi

13 luglio 2017 - Dove finiscono i laureati Ucbm? Chi sono diventati e che cosa stanno facendo? Giulio Volpe, ventisette anni, originario di Atripalda (AV), dopo una laurea in Medicina e Chirurgia conseguita a pieni voti presso Ucbm, è volato a Cambridge anche grazie a una borsa di studio bandita dall’Associazione Alumni per portare avanti ricerche sulla sclerosi multipla.

Parliamo del tuo progetto apparso di recente sul Journal of Neuroimmunology.

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria in cui il sistema immunitario distrugge la mielina, una sostanza che riveste le fibre nervose. Il susseguirsi di questi attacchi provoca lesioni a carico del sistema nervoso centrale e determina nel paziente una progressiva perdita delle capacità motorie e cognitive. Non essendo ad oggi disponibili trattamenti in grado di arrestare la malattia, è necessario sviluppare nuove terapie per opporsi allo stato infiammatorio persistente nelle fasi progressive della malattia e promuovere la rigenerazione della mielina. Una possibile strada è quella delle cellule staminali neurali (NSC), che possono modulare la risposta infiammatoria e reintegrarsi funzionalmente nel tessuto danneggiato. Queste cellule però sono ottenute da tessuti embrionali o fetali. Per superare questi ostacoli, si stanno esplorando nuove tecniche per ottenere cellule staminali neurali direttamente dalle cellule cutanee (“fibroblasti”) del paziente (NSC direttamente “indotte” o iNSC). Nel mio progetto ho studiato l’effetto terapeutico delle iNSC sullo stato infiammatorio della malattia e sui processi di remielinizzazione in un modello di sclerosi multipla cronica.

Quali studi stai intraprendendo in Inghilterra?

Due anni fa, dopo aver superato il lungo processo di ammissione presso l’Università di Cambridge ed essere stato accettato all’interno del Queens’ College, ho avuto la possibilità di lavorare nel Dipartimento di Clinical Neurosciences del Cambridge Biosciences Campus. Qui ho svolto una tesi sul potenziale remielinizzante delle iNSC e ho conseguito lo scorso febbraio il titolo di Master of Philosophy in Clinical Neurosciences.

Come hai vissuto il rapporto con l’Associazione Alumni?

Essere membro dell’Associazione mi ha permesso di sentirmi ancora parte di una comunità di amici e professionisti che hanno un ruolo rilevante nella mia vita. L’Università Campus Bio-Medico, per chi ne è stato studente, è come una seconda casa. L’Associazione Alumni è un valido supporto per promuovere la crescita degli ex-studenti negli anni. Al tempo stesso credo anche che sia compito di noi Alumni lavorare per accrescerne la fama e in qualche modo ricambiare la fiducia che abbiamo ricevuto dall’Ateneo negli anni.

Prospettive future?

Non mi precludo nulla sia in termini accademici sia professionali. Continuerò a cercare nuovi stimoli grazie alle competenze maturate e alla conoscenza di più lingue. Nel breve termine vorrei terminare la formazione medica specialistica nell’ambito delle neuroscienze, senza rinunciare all’attività di ricerca, per essere sempre all’avanguardia nello sviluppo scientifico e professionale.