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Sara, in Minnesota per mappare il cervello umano

Dottore di ricerca all’UCBM, ha contribuito alla Human Brain Mapping

11 marzo 2016 - “Ho sempre sognato di studiare in un’università che eccellesse nel mio campo di ricerca, e grazie all’UCBM questo è stato possibile.” È raggiante l’ing. Sara Petrichella, neo dottore di ricerca in Ingegneria Biomedica all’Università Campus Bio-Medico di Roma, dopo l’anno trascorso come visiting student presso il Center for Neuroengineering dell'Università del Minnesota. “Svolgendo attività di ricerca nel suo Biomedical Functional Imaging and Neuroengineering Laboratory - spiega Sara - sono entrata in contatto con un ambiente di lavoro molto stimolante e ho potuto ampliare le mie conoscenze nell'ambito della Neuroingegneria e del Neuroimaging. Sono stata piacevolmente colpita dalla sinergia che si è creata con i colleghi e mi sono accorta di quanto ciò sia inevitabile quando lo scopo comune è migliorare e rendere disponibili nuove tecnologie per il miglioramento della vita delle persone”.

Dall'analisi dei dati condotta dall'ing. Petrichella sono state infatti estratte importanti informazioni relative ai legami causali tra le diverse aree del cervello coinvolte nel controllo motorio dell'avambraccio e della mano. Si tratta di un tassello importante per lo Human Brain Mapping, il processo di identificazione e classificazione delle strutture e dei meccanismi che governano il funzionamento del cervello umano. Un tassello che, in particolare, apre la strada a molteplici e significativi sviluppi futuri nel campo delle protesi intelligenti e della riabilitazione post-ictus: sulla base dei risultati ottenuti da Sara, si potranno pensare nuovi e più efficaci protocolli di neuroriabilitazione.

“Da questa esperienza - conclude l’ing. Petrichella - ho rafforzato la mia convinzione che il lavoro del ricercatore sia quello di mettersi al servizio della società”. Una passione che la giovane aveva già potuto respirare all’Università Campus Bio-Medico di Roma, in particolare grazie al prof. Luca Vollero e al prof. Giulio Iannello, che hanno supervisionato il suo lavoro di ricerca in collaborazione con la dr.ssa Florinda Ferreri e il dr. Andrea Guerra, entrambi dell’Unità di ricerca di Neurologia, Neurofisiologia e Neurobiologia dell’UCBM.