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De Gara: Obesità Infantile

Presentati presso la Triennale di Milano i dati dell'Osservatorio Mamme

25 novembre 2015 - L’83% delle mamme ritiene molto importante dedicarsi alla cura dell’alimentazione familiare, e il 95% pensa di avere un livello d’informazione e conoscenza dei prodotti alimentari più che sufficiente. Tuttavia è in sovrappeso quasi il 21% dei bambini di 8-9 anni e il 9% è obeso. Sono stati presentati a Milano, presso la Triennale, martedì 24 novembre i dati raccolti dall’Osservatorio Mamme. A commentarli, all’interno dell’evento organizzato da Sfera Editore (RCS Mediagroup), è stata la Prof.ssa Laura De Gara, Presidente del Corso di Laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana dell’UCBM, in un intervento ripreso anche da L'Espresso e Panorama.

Oltre 15mila le mamme intervistate nel questionario che ha permesso di ‘fotografare’ le abitudini delle madri italiane a tavola e, in particolare, l’attenzione da loro rivolta all’educazione alimentare dei figli. "Le percentuali di adulti e bambini obesi o sovrappeso delineate dall’Osservatorio Mamme – ha commentato la Prof.ssa De Gara - indicano chiaramente che la popolazione italiana, anche in regioni che un tempo avevano come punto di riferimento la dieta mediterranea, non ha più abitudini alimentari adeguate. I risultati relativi ai bambini sono particolarmente allarmanti, per le ripercussioni che l’obesità infantile può avere sulla salute futura"Il forte sovrappeso dei più piccoli, tra l’altro, non coincide con la percezione delle mamme rispetto alla gestione alimentare delle proprie famiglie: “Più del 90% di loro reputa la propria alimentazione fondamentalmente corretta e poco meno del 70% ritiene di dedicare più attenzione all’alimentazione dei propri figli che a quella degli adulti della famiglia".

Significative anche le indicazioni relative alla percezione del comportamento tenuto a tavola: “il 60% delle intervistate vede i pasti come una piacevole occasione per stare insieme, l’83% come un momento di conversazione. Tuttavia, mentre si è a tavola, il 45% dei commensali guarda la televisione, il 30% naviga nel web, il 13% utilizza il telefono. Il 30% delle mamme inoltre non crede che l’esempio dei genitori a tavola sia importante per i figli”.

"Il semestre di EXPO – ha spiegato la Prof.ssa De Gara – ha aumentato la sensibilità verso una corretta alimentazione, ormai percepita come un vero atto culturale”. La grande attenzione verso un’alimentazione sana sembra però essere ancora solo teorica: “Purtroppo, spesso si basa su conoscenze, impressioni o sensazioni errate: i canali di comunicazione sociale veicolano troppe informazioni poco fondate o anche errate, diffondendo messaggi contraddittori con toni allarmistici. Si pensi, ad esempio, alle recenti polemiche sulla salubrità dell’olio di palma e delle carni rosse. Fa riflettere, inoltre, la sfiducia verso le industrie alimentari, nonostante queste, soprattutto quelle della tradizione italiana, garantiscano sia in termini nutrizionali che di sicurezza alimentare standard qualitativi indubbiamente superiori alla media dei prodotti artigianali o 'fai da te’".

Una sfida che, nel prossimo futuro, va raccolta prima di tutto dalla ricerca del settore agroalimentare, per "trovare modi più chiari e incisivi per comunicare e diffondere informazioni semplici, chiare, affidabili”. Va ripensata anche l’educazione alimentare, studiando "contenuti che andrebbero diffusi con modalità innovative. Senza dimenticare il ruolo delle associazioni di consumatori, purché s’impegnino a dare sempre informazioni corrette. Perché ciò che l’Osservatorio ha certificato è quanto il cibo rimanga un fattore imprescindibile per la nostra società. Perfino per garantire l’equilibrio psicologico delle persone".