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La scoperta dell'"Alimentazione nel mondo" comincia dal parco regionale di Caserta

Gli studenti Sanum hanno visitato un'azienda vitivinicola e una olivicola immerse nel verde della Campania

9 aprile 2016 - Un’escursione didattico scientifica a Roccamonfina, in provincia di Caserta, per visitare la Comunità Montana "Monte Santacroce" e il Parco Regionale Roccamonfina - Foce del Garigliano. Questa la proposta dei docenti Maria Gemma Grillotti e Pierluigi De Felice agli studenti di Alimentazione nel mondo, primo anno del Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana.

Un'esperienza che ha immerso i partecipanti in diverse realtà agropastorali attraversando, già durante il viaggio, la valle del Sacco e di seguito i monti Lepini, Ausoni e Aurunci. Cuore del'esperienza tuttavia è stata la visita all'azienda vitivinicola Telaro, che si estende su una superficie di 85 ettari alle falde del vulcano di Roccamonfina, oggi spento. Un terreno tufaceo e vulcanico che favorisce la produzione di vini d'eccellenza attraverso sistemi a basso impatto ambientale. È stato l'enologo Pasquale Telaro a mostrare agli studenti vigneti e macchinari e a spiegare le metodiche di produzione dei vini. Bianchi, rossi e rosè per un totale di 16 etichette, tra le quali spicca il Galluccio, prodotto a marchio DOC già dal 1997.

Seconda tappa dell'escursione è stata l'azienda olivicola Badevisco e le sue 7mila piante di olivo, raggiunte attraversando il Parco Regionale Roccamonfina - Foce del Garigliano. All'interno della sua struttura, gli studenti hanno potuto effettuare personalmente un panel test dell'olio, per individuarne le caratteristiche organolettiche.

L'incontro conclusivo con il sindaco di Roccamonfina, il presidente della comunità montana e il responsabile amministrativo dell’Ente Parco Roccamonfina - Foce del Garigliano ha infine permesso agli studenti di conoscere gli aspetti più complessi della gestione di un territorio così peculiare, per la valorizzazione della qualità sia dei prodotti agricoli tradizionali locali sia dello stesso paesaggio rurale attraverso un rural planning integrato e consapevole, capace di riconoscere le potenzialità autoctone e di trasformare la pianificazione in una vera riscoperta delle vocazioni territoriali.

Raccontano Giorgia, Flavia, Eleonora e Sara: "Abbiamo avvertito una forte esigenza di discostarsi dall'immagine della Terra dei Fuochi. Come ci hanno infatti ripetutamente sottolineato, non è tutto il casertano ad essere colpito dall'interramento dei rifiuti tossici: grazie all'altitudine, i territori collinari sono stati risparmiati dal fenomeno. È emersa inoltre una realtà complessa e fragile in cui si cerca di attuare una pianificazione improntata ai valori della sostenibilità e che ha grandi punti di forza: il patrimonio culturale, l'ambiente salubre e il paesaggio rurale storico. Un patrimonio da valorizzare".