Grand Challenges Scholar Program: primi tre laureati

Laureati i primi tre studenti UCBM con il percorsi di tesi a carattere internazionale

Ispirato dalla National Academy of Engineering (NAE), il Grand Challenges Scholar Program (GCSP) è rivolto a studenti di laurea triennale e magistrale che desiderano affrontare un percorso di tesi di carattere internazionale su argomenti inerenti a una delle quattordici grandi sfide ingegneristiche del XXI secolo, individuate dalla NAE come prioritarie per migliorare la vita sul pianeta.

Salute, sicurezza, sostenibilità e gioia di vivere sono i macro temi su cui gli studenti sono stati spinti a riflettere per elaborare il proprio progetto di tesi, un lavoro con forte carattere multidisciplinare che combina la ricerca d’avanguardia alla necessità di trovare soluzioni accettabili e realizzabili, anche dal punto di vista economico, da restituire alla società.

Alice Carcone, laureata attraverso il GCSP in Ingegneria Industriale, ha incentrato la sua tesi sui metodi usati in paesi a basso o medio reddito per svolgere diagnosi precoce di deficit nel neurosviluppo infantile legato a condizioni di malnutrizione. Lo scopo finale è stato quello di porre le basi per lo sviluppo di una tecnologia diagnostica semplice, economica e al contempo efficace destinata alla popolazione pediatrica dei paesi in cui gli screening sono scarsamente accessibili.

Valutare la fattibilità, tecnica e di mercato, di un’applicazione in ambito sportivo del progetto STEP (Sensorised insoles for therapeutic monitoring of patients) della star-up Medere, è stato l’obiettivo della tesi di Caroline Haboba, che ha conseguito la laurea in Ingegneria Industriale con il GCSP. Si tratta di speciali plantari in cui vengono inseriti dei sensori per la diagnostica e il monitoraggio terapeutico dei pazienti affetti da malattie neurodegenerative utilizzati invece con successo per classificare i gesti tecnici del gioco del padel.

A partecipare al programma anche la Facoltà di Scienze e Tecnologie per l’Uomo e l’Ambiente. Amedeo Toraldo ha concluso il suo percorso di studi in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana con un progetto di tesi che vuole proporre una progettualità, nelle sue linee di sviluppo orientative, sull’impiego di alcune specie vegetali perenni e legnose, come l’ulivo e la vite, in strategie di contenimento delle emissioni di anidride carbonica a livello domestico, cittadino ed industriale.

"In questo momento delicato e difficile – racconta il prof. Giorgio Pennazza, vicepreside della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria che ha presieduto la sessione di laurea – Ogni studente che si laurea dà il suo contributo per andare tutti avanti. Una piccola ma straordinaria cosa, che dà ancora più speranza perché fatta con lo sguardo aperto al mondo e alle sfide che abbiamo tutti davanti".