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HyCOMB

Identificativo ProgettoAvviso Pubblico ex articolo 4, comma 1, del Decreto Ministeriale n. 386/2023 – Area strategica Flessibilità ed accumulo energetico iniziativa “Mission Innovation 2.0”

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HyCOMBProgetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale per la validazione in ambiente operativo reale di un sistema integrato per la produzione, l’accumulo, la gestione e l’utilizzo locale di idrogeno elettrolitico da fonte fotovoltaica.

Il progetto

Il progetto HyCOMB – Hydrogen for Competitive Business è un’iniziativa di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzata alla validazione, in ambiente operativo reale, di un sistema integrato per la produzione e l’impiego locale di idrogeno elettrolitico destinato alla decarbonizzazione dei consumi termici industriali. Il sistema HyCOMB si configura come architettura integrata che combina due moduli funzionali integrati, ingegnerizzati in forma modulare e movimentabile al fine di favorire la replicabilità del sistema anche in ulteriori contesti industriali. Il sottosistema HyCOMB-P racchiude un dispositivo volti rispettivamente alla produzione di idrogeno rinnovabile tramite dispositivi Anion Exchange Membrane (AEM) per la produzione, rettificata tramite stoccaggio elettrochimico, di idrogeno rinnovabile, successivamente stoccato e miscelato con il gas naturale in HyCOMB-S. HyCOMB integra le componenti fisiche e la gestione del sistema tramite HyCOMB-Cloud, una piattaforma di controllo evoluta, basata su logiche di digital twin, forecasting e ottimizzazione predittiva, finalizzate a massimizzare l’impiego locale di energia rinnovabile, ridurre il consumo di gas naturale e migliorare l’efficienza complessiva del sistema. Nel corso della fase sperimentale, saranno analizzati gli impatti del blending su stabilità della combustione, sicurezza, continuità di esercizio, efficienza energetica e riduzione ottenibile delle emissioni. Parallelamente, la sperimentazione consentirà di produrre dati tecnici utili alla validazione di modelli, alla definizione di linee guida per la replicabilità e alla valutazione del potenziale contributo dell’idrogeno quale strumento di flessibilità e leva competitiva per imprese energivore impegnate in percorsi di decarbonizzazione.

HyCOMB Partners

Sole Pontedera S.p.A., parte del gruppo internazionale Prima Sole Components, è una realtà industriale operante nel settore automotive, specializzata nella produzione di componenti plastici avanzati per applicazioni veicolari. L’azienda si distingue per un’elevata integrazione tra processi produttivi, automazione e innovazione tecnologica, nonché per una consolidata esperienza nella partecipazione a progetti di ricerca e sviluppo. Lo stabilimento di Pontedera rappresenta una realtà industriale consolidata, caratterizzata da un’elevata integrazione tra processi produttivi, automazione e innovazione.Glayx S.r.l. è una PMI innovativa specializzata nello sviluppo di sistemi avanzati per la gestione intelligente dell’energia. L’azienda ha sviluppato una piattaforma proprietaria di energy management basata su modelli di digital twin e algoritmi di controllo predittivo, applicata a numerosi impianti industriali multi-generativi. Grazie a competenze consolidate nell’integrazione tra sistemi energetici e servizi di rete, Glayx rappresenta un attore qualificato nello sviluppo di soluzioni per la flessibilità energetica e l’ottimizzazione dei consumi.
Compolab S.r.l. è una società di ingegneria con competenze multidisciplinari nei settori della progettazione meccanica, elettronica, automazione e sviluppo software. L’azienda opera nella realizzazione di sistemi industriali avanzati e prototipi, con un approccio integrato che combina progettazione, simulazione e produzione. La partecipazione a numerosi progetti di ricerca applicata, sia a livello nazionale che europeo, testimonia la capacità di Compolab di contribuire allo sviluppo e alla validazione di soluzioni tecnologiche innovative.L’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) è un organismo di ricerca attivo nei settori dell’ingegneria chimica e della sostenibilità. Le unità di ricerca coinvolte nel progetto dispongono di competenze avanzate nella modellazione e simulazione dei processi, con particolare riferimento ai sistemi energetici e alla produzione di idrogeno da fonti rinnovabili. L’Ateneo vanta una solida esperienza in progetti di ricerca competitivi e nel trasferimento tecnologico verso il settore industriale.

Sole Pontedera S.p.A. (SOPO) mette a disposizione i propri siti industriali per l’installazione e la validazione di HyCOMB in condizioni operative reali. SOPO contribuisce alla definizione dei requisiti di sito, alla predisposizione delle interfacce impiantistiche, al supporto per l’installazione e il commissioning e alla verifica sperimentale dell’impiego del blending idrogeno-gas naturale sulle utenze termiche industriali presenti nello stabilimento. SOPO favorisce inoltre il dialogo dell’intero ecosistema HyCOMB con i principali stakeholder nel settore al fine di massimizzare il potenziale di replicabilità della soluzione sviluppata.Glayx S.r.l. è responsabile dello sviluppo della piattaforma digitale di monitoraggio, forecasting e ottimizzazione del sistema HyCOMB. A partire dalla propria esperienza nella piattaforma Pshave®, già impiegata su numerosi impianti industriali multi-generativi, Glayx realizza in HyCOMB-Cloud una componente avanzata di energy management determinante per coordinare un sistema multi-vettore e massimizzare l’impiego di energia rinnovabile, supportando al contempo la valutazione del sistema come asset di flessibilità.
Compolab S.r.l. contribuisce al progetto con competenze di progettazione, ingegnerizzazione e integrazione dei sottosistemi tecnologici che costituiscono l’infrastruttura fisica di HyCOMB. Compolab segue lo sviluppo esecutivo dei moduli impiantistici, la prototipazione dei sistemi HyCOMB-P ed HyCOMB-S e fornisce supporto all’integrazione tra componenti meccaniche, elettriche, elettroniche e di controllo, in coerenza con gli obiettivi di sicurezza, modularità e replicabilità del sistema.L’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) partecipa al progetto in qualità di partner scientifico, apportando competenze nei settori dell’ingegneria chimica, della modellazione di processo, della simulazione dinamica e della valutazione tecnico-ambientale dei sistemi energetici. UCBM fornisce il supporto scientifico alla validazione del sistema, l’analisi dei dati sperimentali, la verifica delle prestazioni e la definizione di elementi utili alla trasferibilità e replicabilità della soluzione proposta.

HyCOMB Status

Questa sezione sarà dedicata alla pubblicazione periodica degli aggiornamenti relativi allo stato di avanzamento del progetto, con riferimento alle principali fasi di attività previste dal piano di lavoro (es., progettazione del sistema, sviluppo delle componenti digitali, prototipazione dei moduli HyCOMB, installazione presso il sito dimostrativo, commissioning, campagna sperimentale, analisi dei risultati e attività di disseminazione). La sezione avrà la funzione di documentare in modo trasparente l’evoluzione del progetto e di rendere disponibili, ove applicabile, contenuti pubblici utili alla diffusione dei risultati.

HyCOMB Disseminazione

Nell’ambito del progetto HyCOMB saranno pubblicati aggiornamenti, contenuti informativi e materiali divulgativi relativi alle attività svolte, agli eventi di progetto, ai risultati progressivamente conseguiti e alle iniziative di disseminazione tecnico-scientifica. La presente sezione costituirà uno degli strumenti di comunicazione e diffusione pubblica del progetto, finalizzato a garantire visibilità alle attività in corso e tracciabilità delle azioni di informazione realizzate nell’ambito del partenariato.

HyCOMB Tech Notes

Con l’aumento della quota di rinnovabili non programmabili, il problema energetico non è più soltanto produrre elettricità pulita, ma anche conservarla nel tempo e riallinearla ai profili reali di domanda. In questo scenario l’idrogeno si distingue non tanto per l’efficienza round-trip, inferiore a quella dei sistemi elettrochimici, quanto per la capacità di operare come vettore di accumulo di lunga durata e di collegare tra loro elettricità, gas e calore. Questa natura multi-vettore rende l’idrogeno interessante nei contesti industriali, dove la flessibilità non si misura solo in ore di scarica, ma nella possibilità di trasferire energia rinnovabile verso usi finali difficilmente elettrificabili, inclusi i consumi termici. A differenza dei sistemi elettrochimici, particolarmente efficaci nel bilanciamento di breve durata, i sistemi Hydrogen Energy Storage (HES) consentono di accumulare grandi quantità di energia per periodi più lunghi, fino ad arrivare a logiche di accumulo settimanale o stagionale. La catena elettrolisi-compressione-stoccaggio-uso finale comporta penalità energetiche, ma introduce un vantaggio strutturale nella possibilità di trasformare l’energia rinnovabile in eccesso in una molecola stoccabile, trasportabile e utilizzabile anche fuori dal perimetro strettamente elettrico. Per questo l’idrogeno è oggi analizzato come opzione di Long Duration Energy Storage (LDES) soprattutto nei sistemi energetici ad alta penetrazione rinnovabile. Nel progetto HyCOMB questa logica assume una forma particolarmente rilevante in quanto l’idrogeno non viene trattato come semplice output dell’elettrolizzatore, ma come nodo di accumulo e di valorizzazione dell’energia fotovoltaica in un sistema industriale reale. HyCOMB mira a validare la capacità del sistema di trasformare surplus elettrici rinnovabili in flessibilità operativa, riduzione del consumo di gas naturale e progressiva decarbonizzazione dei consumi termici dei siti industriali.

Gli elettrolizzatori a membrana a scambio anionico, o AEM, sono considerati una delle traiettorie più interessanti nello sviluppo dell’idrogeno verde perché cercano di combinare i punti di forza delle tecnologie alcaline e PEM. Da un lato puntano a ridurre il ricorso a catalizzatori nobili e materiali critici, mentre dall’altro mantengono una configurazione compatta e dinamicamente più flessibile rispetto all’elettrolisi alcalina tradizionale. In teoria, questo li rende candidati ideali per sistemi distribuiti, modulari e integrati con fonti rinnovabili variabili. In pratica, però, la distanza tra buone prestazioni di laboratorio e affidabilità industriale resta ancora il vero campo di prova della tecnologia. Le criticità riguardano la stabilità chimica delle membrane, la gestione dell’acqua, l’interfaccia elettrodo-membrana, il degrado in condizioni dinamiche e la difficoltà di mantenere prestazioni elevate senza accelerare i fenomeni di invecchiamento. Nel contesto HyCOMB, l’interesse per l’AEM è volto a validare una tecnologia emergente, potenzialmente più sostenibile e più adatta a configurazioni modulari, inserendola in un sistema integrato. HyCOMB mira a verificare l’interoperabilità degli AEM con il resto dell’architettura impiantistica e digitale, validando al contempo il ruolo della tecnologia quale strumento di flessibilità sistemica.

Il blending tra idrogeno e gas naturale è oggi considerato una delle strategie più immediate per introdurre quote di idrogeno nei sistemi esistenti senza attendere una completa conversione infrastrutturale. Il suo punto di forza è evidente in quanto permette di utilizzare reti, apparecchi e utenze già presenti per ottenere una prima riduzione delle emissioni climalteranti e creare domanda per l’idrogeno rinnovabile. Tuttavia, la presenza di idrogeno nelle miscele combustibili modifica proprietà fondamentali, tra cui velocità di fiamma, limiti di infiammabilità, densità energetica volumetrica, comportamento dell’accensione e dinamica delle emissioni, con effetti che dipendono fortemente dal tipo di infrastruttura e soprattutto dall’utenza finale. I trial europei più noti, come HyDeploy e THyGA, hanno mostrato che molte applicazioni civili e commerciali possono tollerare miscele con percentuali di idrogeno anche significative, spesso fino a circa il 20% in volume, senza impatti rilevanti su sicurezza e funzionalità di base. Allo stesso tempo, la letteratura sottolinea che il blending non è una soglia unica valida per tutti, in quanto dipende materiali, pressioni di esercizio, strumenti di misura, componentistica di rete e tipologia di bruciatore influenzano in modo decisivo la fattibilità tecnica. In HyCOMB, il nodo tecnico più interessante, riguarda gli usi termici industriali, contesti nei quali il blending non è soltanto una questione di compatibilità della rete, ma di stabilità della combustione, qualità della fiamma, trasferimento termico e continuità di esercizio. Studi recenti mostrano che l’idrogeno può migliorare alcuni aspetti della combustione ma, al crescere della sua quota, può anche aumentare la complessità del controllo del bruciatore e generare effetti non lineari sulle emissioni, diversi da tecnologia a tecnologia. È qui che la sperimentazione in ambiente reale diventa essenziale per definire fino a che punto sia realmente gestibile, efficiente e sicuro in un sito industriale specifico.

Nei sistemi energetici industriali complessi, il semplice monitoraggio dei consumi non è più sufficiente per garantire efficienza e sostenibilità. I moderni sistemi di energy management si basano su modelli digitali avanzati, in grado di rappresentare dinamicamente il comportamento degli asset energetici e di supportare decisioni operative in tempo reale. In questo contesto, l’approccio basato su digital twin consente di integrare produzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e carichi industriali all’interno di un’unica architettura di controllo. L’evoluzione verso logiche di controllo predittivo permette di anticipare le condizioni operative del sistema, ottimizzando l’utilizzo delle risorse energetiche sulla base di variabili quali disponibilità di energia rinnovabile, domanda interna, stato di carica degli accumuli e segnali di rete. Questo approccio consente non solo di ridurre i costi energetici, ma anche di minimizzare l’impronta carbonica del sito produttivo, migliorando al contempo la flessibilità operativa. Nel progetto HyCOMB, tali principi vengono applicati alla gestione integrata di fotovoltaico, sistemi di accumulo elettrochimico ed elettrolisi per la produzione di idrogeno. La piattaforma HyCOMB-Cloud consente di coordinare i diversi vettori energetici e di ottimizzare il funzionamento del sistema in funzione di obiettivi multipli, tra cui efficienza, sostenibilità e interazione con la rete elettrica. In questo modo, l’energy management evolve da strumento di monitoraggio a elemento centrale per la gestione intelligente dei sistemi energetici industriali.

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