Nella Capitale l’evento “Shaping What’s Next” dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il Rettore Rocco Papalia e il direttore della Scuola di Dottorato, Marco Paggi, delineano il ruolo strategico della formazione avanzata. Ospite d’eccezione il professor Dennis C. Liotta, scienziato di fama internazionale. Due tavole rotonde con docenti, dottorandi, alumni e rappresentanti di istituzioni e imprese approfondiscono le opportunità della ricerca condivisa e le sfide del trasferimento tecnologico.
Roma, 23 ottobre 2026 – La ricerca genera valore quando il sapere scientifico incontra le competenze, le idee e le capacità di innovazione di università, istituzioni e imprese. È in questa prospettiva che si è svolto ieri pomeriggio al Roma Convention Center La Nuvola “Shaping What’s Next – Dare forma al futuro”, l’evento promosso dall’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) per approfondire il ruolo della formazione dottorale nello sviluppo della ricerca di frontiera e nella trasformazione della conoscenza in innovazione.
Al centro dell’incontro la Scuola di Dottorato UCBM il cui progetto formativo si sviluppa in stretta connessione con i percorsi di laurea magistrale, le attività di ricerca e le collaborazioni con il mondo produttivo. Un modello che punta a valorizzare i giovani talenti, favorire il dialogo interdisciplinare e creare nuove opportunità di crescita scientifica e professionale, anche attraverso percorsi di ricerca sviluppati insieme alle imprese.
Ad aprire i lavori sono stati il Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, prof. Rocco Papalia, il nuovo direttore della Scuola di Dottorato, prof. Marco Paggi, e il Prorettore alla Didattica, prof. Emiliano Schena, che hanno illustrato le prospettive della formazione avanzata e il contributo dei dottorati alla crescita scientifica e culturale dell’Ateneo.
Ospite d’eccezione del pomeriggio è stato il professor Dennis C. Liotta, docente presso la Emory University di Atlanta e scienziato di fama internazionale per il suo contributo allo sviluppo di farmaci innovativi nella lotta all’AIDS. Nel suo keynote speech, dal titolo “Insights from my unlikely career in drug development”, Liotta ha ripercorso il proprio itinerario scientifico e professionale, offrendo una testimonianza sul rapporto tra ricerca di base, intuizione, perseveranza e sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche. Un contributo che ha evidenziato come la ricerca scientifica richieda non soltanto solide competenze, ma anche capacità di affrontare problemi complessi, lavorare in modo interdisciplinare e trasformare le scoperte in applicazioni concrete.
Due le tavole rotonde hanno animato il confronto, coinvolgendo rappresentanti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, dottorandi, alumni e professionisti provenienti dal mondo delle imprese e della ricerca.
La prima, “Costruire un percorso dottorale tra ricerca, impresa e futuro professionale”, moderata dal prof. Nicola Napoli, Vicedirettore della Scuola di Dottorato, ha approfondito le opportunità offerte dal dottorato, mettendo a confronto esperienze formative e professionali differenti. Sono intervenuti la prof.ssa Gaia Tabacco, il prof. Raffaele Antonelli Incalzi, l’ing. Luigi Raiano, la prof.ssa Loredana Zollo, la dott.ssa Gaia Bondani e Donato Cappetta, di Eustema/Gruppo Lutech, il prof. Paolo Soda, la dott.ssa Rosa Spaccavento e il dott. Giuliano de Seneen, di BonnassisaLab, e la prof.ssa Chiara Fanali.
Il confronto ha posto l’attenzione sul valore della collaborazione tra università e imprese nella costruzione di percorsi di ricerca capaci di rispondere a esigenze concrete, sulle competenze richieste ai ricercatori e sulle prospettive professionali che la formazione dottorale può aprire anche al di fuori della carriera accademica.
La seconda tavola rotonda, “Dalla ricerca all’impatto: le sfide del trasferimento di conoscenza e di tecnologia”, moderata dal prof. Leandro Pecchia, Prorettore alla Ricerca, e dalla prof.ssa Sara Ramella, Prorettrice alla Terza Missione, ha affrontato il tema del trasferimento tecnologico e delle condizioni necessarie affinché i risultati della ricerca possano tradursi in innovazione e generare un impatto concreto per la società.
Al confronto hanno partecipato Giovanni Gherardi, Dirigente Ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità; Davide Guerri, Direttore Ricerca di Dedalus S.p.A.; Marco Massenzi, Amministratore Delegato di Teleconsys S.p.A.; Oreste Riccardo Natale, Amministratore Delegato di Mosaico Monitoraggio Integrato S.r.l.; e Fabio Scappaticci, Direttore di Stabilimento di S.A.P.L.O. S.p.A. Le esperienze portate dai relatori hanno permesso di approfondire il ruolo delle collaborazioni tra ricerca accademica, istituzioni e imprese nello sviluppo di soluzioni tecnologiche e applicazioni innovative, con particolare attenzione alle opportunità di valorizzazione delle conoscenze scientifiche.
«La formazione dottorale rappresenta un passaggio fondamentale per valorizzare il talento dei giovani e rafforzare la capacità di ricerca e innovazione del nostro Ateneo», ha dichiarato il Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, prof. Rocco Papalia. «Vogliamo offrire ai nostri dottorandi un ambiente nel quale sviluppare competenze scientifiche di alto livello, autonomia di pensiero e capacità di giudizio, in un dialogo costante tra discipline e con il mondo delle imprese. Il dottorato crea un collegamento strategico tra le lauree magistrali delle nostre tre Facoltà e la ricerca di frontiera, contribuendo a preparare professionisti e ricercatori capaci di affrontare le sfide del futuro e di mettere le proprie conoscenze al servizio della società».
«La nostra missione è costruire un ambiente meritocratico, inclusivo e attento ai valori etici, aperto al dialogo con le imprese pubbliche e private», ha dichiarato il prof. Marco Paggi, direttore della Scuola di Dottorato UCBM. «Accanto ai percorsi dedicati alla ricerca su tematiche di frontiera, promuoviamo iniziative ispirate a progetti industriali e dottorati in apprendistato, rivolti ai dipendenti delle imprese che desiderano investire nell’alta formazione del proprio personale. Grazie all’impegno delle ricercatrici e dei ricercatori dell’Ateneo e alle loro reti internazionali, vogliamo contribuire alla crescita della futura classe dirigente e rafforzare la competitività del sistema Paese».
La Scuola di Dottorato UCBM coordina percorsi di formazione e ricerca nelle aree biomediche, ingegneristiche e delle scienze della vita, attraverso tre programmi: Scienze biomediche integrate e bioetica; Bioingegneria, scienze applicate e sistemi intelligenti; Sviluppo sostenibile: ambiente, alimenti, salute, ai quali si affianca il dottorato di interesse nazionale in Intelligenza artificiale, area salute e scienze della vita.
Con “Shaping What’s Next”, l’Università Campus Bio-Medico di Roma conferma il proprio impegno nel promuovere un ecosistema della conoscenza aperto al confronto tra università, ricerca e impresa, nel quale la formazione dei giovani ricercatori, la qualità scientifica e la collaborazione interdisciplinare contribuiscano a generare nuove opportunità di innovazione e sviluppo.