Ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico nella selezione internazionale elaborata da Stanford University ed Elsevier. Venti presenze nella classifica che considera l’impatto scientifico lungo l’intera carriera. Un ecosistema di ricerca che coinvolge le tre Facoltà Dipartimentali e percorsi di dottorato
Roma, 5 novembre 2026 – Quaranta ricercatori con affiliazione all’Università Campus Bio-Medico di Roma o alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico figurano nella World’s Top 2% Scientists List 2026, la classificazione internazionale elaborata da ricercatori della Stanford University in collaborazione con Elsevier, che individua gli scienziati con il maggiore impatto bibliometrico nei rispettivi ambiti disciplinari.
Il risultato si articola in due distinti indicatori. Sono oltre quaranta i ricercatori presenti nella lista single-year impact, che considera l’impatto scientifico riferito a un singolo anno, mentre 20 figurano nella classifica career-long impact, dedicata al contributo scientifico maturato nel corso dell’intera carriera. Le due graduatorie restituiscono prospettive complementari sulla visibilità internazionale della ricerca e sul contributo degli studiosi alla produzione scientifica.
La presenza nella classifica rappresenta un riconoscimento del lavoro condotto all’interno dell’Università e della Fondazione Policlinico e testimonia la capacità dei due enti di contribuire al progresso della conoscenza attraverso un’attività scientifica che si sviluppa in ambiti diversi e complementari, dalla medicina alle biotecnologie, dalla bioingegneria alle scienze applicate, fino all’intelligenza artificiale e alla sostenibilità.
Un risultato che si inserisce in un modello di ricerca fondato sull’integrazione tra discipline e sulla collaborazione tra le tre Facoltà Dipartimentali dell’Ateneo: Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, Ingegneria e Scienze e Bio-Tecnologie. Tre ambiti accademici che concorrono, attraverso le rispettive competenze scientifiche e le proprie Unità di Ricerca, allo sviluppo di conoscenze e soluzioni innovative per la salute, il benessere della persona e la qualità della vita.
In questa prospettiva, un ruolo centrale è svolto anche dalla formazione alla ricerca e dalla preparazione delle nuove generazioni di ricercatori. L’Università Campus Bio-Medico di Roma sviluppa la propria attività di alta formazione attraverso quattro percorsi coordinati dalla scuola di dottorato: il Dottorato di Ricerca in Scienze Biomediche Integrate e Bioetica, il Dottorato di Ricerca in Bioingegneria, Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti, il Dottorato di Ricerca in Sviluppo Sostenibile: Ambiente, Alimenti e Salute, eil Dottorato di Ricerca di Interesse Nazionale in Intelligenza Artificiale, Area Salute e Scienze della Vita.
Percorsi che contribuiscono a consolidare una comunità scientifica interdisciplinare, capace di mettere in relazione competenze biomediche, ingegneristiche, tecnologiche e ambientali e di affrontare questioni complesse attraverso il dialogo tra saperi. La formazione dottorale rappresenta, in questo quadro, un passaggio fondamentale per la crescita della ricerca e l'internazionalizzazione, il trasferimento delle conoscenze e lo sviluppo di nuove prospettive scientifiche.
«La ricerca è uno degli elementi fondanti della missione del Campus Bio-Medico e il riconoscimento ottenuto dai nostri ricercatori conferma il valore di un impegno scientifico che si sviluppa nel tempo, attraverso competenze, esperienze e percorsi di studio differenti», dichiara Rocco Papalia, Magnifico Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. «La presenza nella World’s Top 2% Scientists List non è soltanto un risultato individuale. È anche l’espressione di una comunità accademica e scientifica che lavora in modo integrato, coinvolgendo le Facoltà Dipartimentali, le Unità di Ricerca, i dottorati e la Fondazione Policlinico. Il nostro impegno è promuovere una ricerca capace di dialogare tra discipline, generare conoscenza e contribuire concretamente ad affrontare le grandi sfide della medicina, della salute e dell’innovazione. Per il nostro Ateneo, fare ricerca significa perseguire l’eccellenza scientifica e, al tempo stesso, mettere il sapere al servizio della persona e della società».
Tra i risultati dell’edizione 2026 si distingue anche la presenza di Maria Grazia De Marinis, Maria Matarese e Michela Piredda, tre docenti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma incluse nella sottocategoria Nursing, che comprende complessivamente 73.697 autori. Un riconoscimento che valorizza il contributo dell’Ateneo alla ricerca infermieristica, ambito centrale per l’evoluzione dei sistemi sanitari, la qualità dell’assistenza e la formazione dei professionisti della cura.
Le tre docenti svolgono attività di ricerca e insegnamento presso la Facoltà Dipartimentale di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria. Maria Grazia De Marinis è professoressa ordinaria di Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche e componente del Comitato Nazionale per la Bioetica. Maria Matarese e Michela Piredda sono professoresse associate di Scienze infermieristiche generali, cliniche, pediatriche e ostetrico-ginecologiche e neonatali.
«La presenza di tre nostre docenti nella sottocategoria Nursing si inserisce in una tradizione infermieristica che accompagna l’Ateneo fin dalle sue origini. Il percorso di formazione in Infermieristica è stato infatti tra i primi a essere attivati, quando ancora si articolava in un diploma universitario. La professione infermieristica esprime in modo particolarmente significativo la nostra visione, fondata sulla centralità della persona. Accanto alla preparazione scientifica e alla capacità di operare in contesti sanitari sempre più complessi, l’infermiere porta nella cura una presenza insostituibile, fatta di ascolto, prossimità e attenzione alla sofferenza. È proprio questa capacità di coniugare sapere e sensibilità umana a rendere il suo ruolo fondamentale nell’accompagnare ogni persona nel proprio percorso di cura, con competenza, responsabilità e rispetto della sua dignità», aggiunge il Rettore.
I ricercatori nelle classifiche 2026
Nella graduatoria single-year impact figurano 40 ricercatori con affiliazione all’Università Campus Bio-Medico di Roma o alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.
Single-year impact
Vincenzo Di Lazzaro, Rocco Papalia, Carlo Massaroni, Emiliano E. Schena, Marta Giovanetti, Vincenzo Piemonte, Francesco Branda, Daniela Lo Presti, Laura De Gara, A. Ragusa, Chiara Fanali, Leandro Pecchia, Loredana Zollo, M. Ciccozzi, Antonio Di Zazzo, Marcello D’Amelio, Gianluca Vadalà, Michela Piredda, Paolo Persichetti, Maria Grazia Razia De Marinis, Pietro Ferrara, Mauro Parise, Maria Matarese, Paolo Soda, Manuele Casale, Mauro Barone, Giuseppe Pascarella, Umile Giuseppe Longo, Vincenzo Denaro, Giorgio Minotti, Nicola Napoli, Alessio Cortellini, Nicola Petrosillo, Roberto Giacomelli, Silvia Angeletti, Bruno Vincenzi, Lazzaro Di Biase, Fabrizio Russo, Carlo A. Mallio e Rodolfo Reda.
Nella graduatoria career-long impact sono presenti 20 ricercatori.
Career-long impact
Vincenzo Di Lazzaro, Rocco Papalia, Carlo Massaroni, Emiliano E. Schena, Vincenzo Piemonte, Laura De Gara, Chiara Fanali, Leandro Pecchia, Paolo Soda, Sergio Valeri, Roberto Angioli, R. Setola, Marcello De Falco, Umile Giuseppe Longo, Vincenzo Denaro, Giorgio Minotti, Nicola Petrosillo, Silvia Angeletti, Bruno Vincenzi e Giuseppe Tonini.
La World’s Top 2% Scientists List
La World’s Top 2% Scientists List è una classificazione internazionale elaborata da ricercatori della Stanford University in collaborazione con Elsevier, sulla base di indicatori bibliometrici che misurano l’impatto scientifico dei ricercatori a livello mondiale. La lista individua gli studiosi che rientrano nel 2% più citato nei rispettivi ambiti disciplinari, considerando sia l’impatto complessivo della carriera (career-long impact) sia quello relativo a un singolo anno (single-year impact).
La classificazione si basa su dati bibliometrici, tra cui le citazioni e indicatori compositi di impatto scientifico, ed è articolata in diverse aree e sottocategorie disciplinari. Si applica ai ricercatori appartenenti a settori bibliometrici e costituisce uno strumento utile per analizzare la visibilità e l’impatto della ricerca scientifica a livello internazionale, pur non rappresentando una valutazione esaustiva della qualità complessiva di un ricercatore o della sua produzione scientifica.