Da Piazza del Popolo all'Università Campus Bio-Medico di Roma, passando per il Ministero della Salute. L’8 e il 9 settembre l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio (OFI Lazio) ha celebrato la Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026 con un programma di iniziative rivolte a cittadini, istituzioni, professionisti e studenti. Un percorso dedicato al tema "Al cuore si comanda. La Fisioterapia per la salute cardiovascolare", che ha portato al centro dell'attenzione il contributo della fisioterapia nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione.

La giornata conclusiva si è svolta il 9 settembre presso l'Aula Magna UCBM, dove OFI Lazio ha incontrato gli studenti del terzo anno dei Corsi di Laurea in Fisioterapia degli atenei del Lazio. Un momento dedicato alle nuove generazioni di professionisti, chiamate a confrontarsi con l’evoluzione della professione, con le responsabilità del fisioterapista e con le competenze necessarie per affrontare i bisogni di salute di una popolazione sempre più complessa.

Ad aprire il confronto è stata la prof.ssa Federica Bressi, Presidente del Corso di Laurea in Fisioterapia UCBM, che ha sottolineato il valore dell'iniziativa per gli studenti e per il mondo della formazione. "Questa Giornata Mondiale è stata un appuntamento importante perché ha visto una grande partecipazione degli studenti, quindi dei più giovani, che hanno bisogno di essere orientati per comprendere chi sono, cosa faranno e quale sarà il loro percorso. Noi docenti e specialisti abbiamo, dunque, un’importante responsabilità nei loro confronti. Abbiamo visto come il fisioterapista abbia oggi un ruolo centrale nella cura del paziente, nella prevenzione e nella gestione della cronicità e della sua complessità, in tutte le età della vita: dal paziente pediatrico all’adulto, fino alla persona anziana".

Il confronto ha evidenziato come il fisioterapista svolga oggi un ruolo fondamentale non soltanto nella riabilitazione, ma anche nella prevenzione e nella gestione della cronicità, accompagnando la persona in tutte le fasi della vita, dall’età pediatrica alla persona anziana.

"Il fisioterapista – ha inoltre spiegato la prof.ssa Bressi – ha l'opportunità di avvalersi della tecnologia e dell'intelligenza artificiale, strumenti che non sostituiscono assolutamente il suo operato, ma possono contribuire a migliorarne la sicurezza e la qualità. È però sempre il fisioterapista a decidere e ad assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. Ringrazio OFI Lazio, in particolare la presidente Annamaria Servadio e tutta la dirigenza dell’Ordine; ringrazio la mia Università e il Magnifico Rettore, perché giornate come questa devono continuare a esserci".

"La celebrazione della Giornata Mondiale della Fisioterapia – ha sottolineato Annamaria Servadio, Presidente di OFI – non poteva concludersi in modo migliore. Come ogni anno, consolidiamo il format di questa celebrazione: siamo partiti dai cittadini, con iniziative dedicate alla vicinanza, all’orientamento e all’educazione terapeutica, proprio per riaffermare il valore della prossimità. Piazza del Popolo è per noi un luogo simbolico: è da lì che siamo partiti ed è lì che torniamo ogni anno per testimoniare concretamente la vicinanza alle persone e l’attività che il fisioterapista svolge al loro fianco. Poi c’è stato l'incontro con le istituzioni, un momento proficuo di confronto. Ringrazio ancora la Federazione per aver organizzato, insieme alle istituzioni del Ministero della Salute, una giornata così ricca di riflessioni. Infine, siamo tornati là dove tutto è iniziato per ciascuno di noi: la formazione. Ognuno di noi ha studiato in un’università; gli studenti sono il nostro futuro e la formazione rappresenta il cuore della nostra professione".

L'incontro presso UCBM ha così chiuso un percorso che ha messo in relazione territorio, istituzioni e formazione, ribadendo il ruolo della fisioterapia nella promozione della salute e sottolineando l’importanza di preparare i professionisti di domani ad affrontare, con competenza e visione, le nuove sfide della salute.