L'ecosistema Life Science del Lazio rappresenta una delle principali realtà italiane nei settori Biotech e Pharma. Per comprenderne struttura, dinamiche e prospettive è stata realizzata un'indagine che integra analisi documentale, mappatura degli stakeholder, studio dei trend brevettuali e ascolto diretto degli attori dell'ecosistema.

L'obiettivo è offrire una fotografia aggiornata del comparto, individuando le connessioni tra ricerca, impresa e istituzioni e fornendo elementi utili a orientare le future politiche di sviluppo e innovazione.

Un lavoro costruito insieme all'ecosistema

L'indagine è stata realizzata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma grazie al supporto di Lazio Innova, della Camera di Commercio di Roma e di Unindustria, coinvolgendo imprese, startup, università, IRCCS, centri di ricerca, acceleratori e incubatori.

Hanno partecipato alla survey 61 organizzazioni, contribuendo a definire una fotografia condivisa delle esigenze, delle opportunità e delle prospettive di crescita dell'ecosistema regionale.


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Una sintesi dei principali risultati dell'indagine, con i dati più significativi e le evidenze emerse dall'analisi.


Cosa emerge dall'indagine

Un ecosistema diffuso e complementare

La mappatura restituisce un ecosistema composto da 176 imprese, affiancate da università, IRCCS, centri di ricerca, startup e incubatori che fanno del Lazio uno dei principali poli italiani delle Life Sciences.

L'analisi territoriale evidenzia una chiara specializzazione: la produzione si concentra nelle province di Latina e Frosinone, la ricerca nelle principali sedi universitarie e scientifiche, e Roma rappresenta anche il principale hub dell'innovazione e delle startup.

Innovazione e traiettorie tecnologiche

L'analisi dei brevetti mostra un ecosistema caratterizzato da competenze complementari.

Da un lato, il mondo della ricerca presidia le tecnologie di frontiera, come terapia genica, RNA terapeutico e medicina di precisione; dall'altro, imprese e startup sviluppano applicazioni innovative nei campi della diagnostica avanzata, dell'intelligenza artificiale e della medicina personalizzata.

Collaborazione come leva di crescita

La survey conferma una forte propensione verso l'open innovation. Università e grandi imprese emergono come partner strategici, mentre partnership, dottorati industriali e trasferimento tecnologico rappresentano gli strumenti ritenuti più efficaci per rafforzare la competitività dell'ecosistema.

Le priorità per il futuro

Dall'ascolto degli stakeholder emergono alcune priorità condivise: sviluppare nuove competenze creando connessioni sempre più solide tra ricerca, impresa e istituzioni, attrarre investimenti privati e semplificare l’accesso ai finanziamenti riducendo gli oneri burocratici.


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