La sovranità tecnologica è una delle sfide strategiche più rilevanti per l’Italia e l’Europa. La capacità di governare dati, infrastrutture digitali e sistemi di intelligenza artificiale rappresenta oggi un fattore decisivo per rafforzare la competitività del sistema produttivo, garantire la sicurezza nazionale e accompagnare la trasformazione digitale attraverso tecnologie affidabili e resilienti.

È questo il tema al centro della seconda edizione del Secure Innovation Summit, l’evento promosso dall’Università Campus Bio-Medico di Roma insieme a Teleconsys, che riunisce rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della ricerca e dell’industria per affrontare le principali sfide legate alla cybersicurezza e all’innovazione tecnologica.

La giornata di confronto si articola in quattro tavole rotonde dedicate ad alcuni settori strategici per il Paese: Pubblica Amministrazione, Sanità, Difesa e Sicurezza, Infrastrutture Critiche. Ambiti nei quali la protezione dei dati, il controllo delle tecnologie digitali e la capacità di risposta alle minacce informatiche diventano elementi fondamentali per garantire sviluppo, autonomia tecnologica e resilienza.

Ad aprire i lavori sono il Preside della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, prof. Alessio Gizzi, e il Presidente e Fondatore di Teleconsys, Agostino Angeloni. L’intervento inaugurale è affidato ad Agostino Sperandeo, Capo della Divisione Strategia e Politiche di Cybersicurezza Nazionale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che presenta il quadro delle priorità strategiche per rafforzare la resilienza digitale del sistema Paese.

"La sovranità tecnologica non significa chiudersi all'innovazione, ma acquisire la capacità di governarla. L'intelligenza artificiale, la cybersicurezza e il controllo dei dati rappresentano oggi asset strategici per la competitività del Paese. La sfida è costruire tecnologie affidabili e sicure, formando professionisti capaci di coniugare innovazione, responsabilità e visione sistemica", afferma il Prof. Roberto Setola, Ordinario di Automatica e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria dei Sistemi Intelligenti dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.

Per Marco Massenzi, Amministratore Delegato di Teleconsys, "la sicurezza non può più essere considerata un costo o un elemento accessorio della trasformazione digitale. È il presupposto che rende possibile la crescita delle imprese, la resilienza delle infrastrutture e la fiducia dei cittadini. La collaborazione tra industria, istituzioni e università è oggi la chiave per costruire un ecosistema tecnologico capace di competere a livello internazionale mantenendo il controllo delle tecnologie strategiche".

Un focus particolare è dedicato alla sanità, settore nel quale la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale stanno aprendo nuove prospettive, ma richiedono sistemi sicuri e affidabili per tutelare dati e pazienti.

"La trasformazione digitale della sanità richiede un cambio di paradigma: la cybersecurity non è più soltanto una misura di protezione delle infrastrutture informatiche, ma un elemento essenziale della governance clinica e organizzativa. Proteggere i dati sanitari significa tutelare la continuità delle cure, la sicurezza dei pazienti e il rapporto di fiducia con i cittadini. L'intelligenza artificiale offre opportunità straordinarie per migliorare diagnosi, percorsi assistenziali e ricerca, ma può esprimere il suo potenziale solo all'interno di ecosistemi digitali sicuri, resilienti e progettati secondo i principi della sicurezza fin dalla loro concezione. È su questa integrazione tra innovazione tecnologica, gestione del rischio e sviluppo delle competenze che si costruisce la sanità del futuro", afferma Mario Garofano, Chief Information Security Officer della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.

Il primo confronto, dal titolo "AI, Trasformazione Digitale e Cybersecurity: i tre pilastri della PA del terzo millennio", è moderato da Corrado Giustozzi, docente del Master Universitario di II livello in “Homeland Security” dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, e vede la partecipazione di Vittorio Baiocco (INAIL), Lucia Fioravanti (Polo Strategico Nazionale), Alessandro Luzzi (Ministero dell'Istruzione e del Merito) e William Nonnis (Presidenza del Consiglio dei Ministri), con un intervento di Mirko Leanza, Chief Information Security Officer di Teleconsys.

Il secondo panel, "Buone pratiche per conciliare la sicurezza del dato con la sicurezza dei pazienti nell'era dell'AI in sanità", è moderato da Mario Garofano, Chief Information Security Officer della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, e coinvolge Domenico Di Giorgio (AIFA), Vittorio Gallinella (LAZIOcrea), Ilaria Bortone (Istituto Superiore di Sanità) e Beatrice Delfrate (AGENAS). I saluti finali della sessione mattutina sono affidati al Magnifico Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, prof. Rocco Papalia.

La sessione pomeridiana si apre con l’intervento del Generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe De Magistris, Direttore Coadiutore dell’Istituto Alti Studi Difesa (CASD). Segue il panel "Come prevenire e contrastare le minacce al Paese e al suo sistema produttivo", moderato dal Generale di Divisione Sandro Sanasi, Comandante del Comando Operazioni in Rete dello Stato Maggiore della Difesa, con la partecipazione del Generale di Divisione Paolo Aceto dell’Arma dei Carabinieri, del Generale di Brigata Marco Tolla della Guardia di Finanza e di Giampaolo Zambonini del Ministero dell’Interno. L’intermezzo è affidato a Matteo Lucchetti, Direttore Generale del Centro di Competenza Nazionale Cyber 4.0.

L’ultima tavola rotonda, dedicata alle Infrastrutture Critiche, è moderata dal prof. Luca Faramondi, Tenure Track Assistant Professor UCBM, e riunisce i responsabili della sicurezza informatica di alcune delle principali realtà strategiche italiane: Luigi Ballarano (Terna), Giuseppe Ciminari (Sogei), Matteo Macina (TIM), Rocco Mammoliti (Poste Italiane) e Yuri Rassega (Enel).

I saluti finali a chiusura dei tavoli di lavoro, sono affidati al Prorettore alla Ricerca dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, prof. Leandro Pecchia, Prorettore Ricerca e Ordinario del CdLM in Ingegneria Biomedica UCBM.

Il Secure Innovation Summit conferma il ruolo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma come luogo di incontro tra ricerca scientifica, alta formazione, istituzioni e sistema produttivo, promuovendo un modello di innovazione fondato sul trasferimento tecnologico e sullo sviluppo di competenze avanzate.

La collaborazione tra Università Campus Bio-Medico di Roma e Teleconsys rappresenta un modello consolidato di integrazione tra università, ricerca e impresa, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un ecosistema tecnologico più sicuro, competitivo e sostenibile.