• Tipologia: Laurea Magistrale
  • Durata: 2 anni
  • CFU: 120


Lo sviluppo sostenibile ha assunto negli ultimi anni un ruolo chiave nelle politiche mondiali per garantire sia ai Paesi più industrializzati, sia a quelli in via di sviluppo, un futuro rispettoso dell'ambiente e delle risorse disponibili. Dalla "UN Conference on the Human Environment" del 1972, all’accordo di Parigi del 2015, fino al recente “Green Deal Europeo”, l’attenzione verso la lotta ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale sono ritenuti elementi alla base dello sviluppo economico e sociale. L’esigenza di progettare un futuro sostenibile può essere alla base di un una formazione universitaria che affonda le proprie radici nell’ingegneria chimica, disciplina che si occupa della progettazione ed ottimizzazione di una vasta gamma di processi produttivi e di trasformazione delle sostanze e dei materiali. Si è strutturato, pertanto, un Corso di Studio con l’obiettivo formativo di acquisire competenze tecniche per intervenire sullo stato chimico, biochimico o fisico delle sostanze in impianti che operano nei settori industriali (internazionali) di riferimento (e.g. industria energetica, chimica, alimentare, biotecnologica e farmaceutica) dal farmaceutico al ciclo dei rifiuti) con lo specifico focus della sostenibilità e del miglioramento della qualità della vita. Quindi, oltre ai tradizionali insegnamenti tipici del settore che permettono all’ingegnere di assumere responsabilità nella conduzione e nella progettazione di impianti di processo, i corsi della Laurea in Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile presentano un particolare focus nei settori dell’economia circolare, della riduzione delle emissioni inquinanti e dei gas serra e più in generale della riduzione dei rischi e degli impatti ambientali. 


Per raggiungere questi obiettivi, la Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile offre agli Studenti la possibilità di orientare la propria formazione verso 2 diversi percorsi formativi:

1) Tecnologie per l'Ambiente e l'Energia, con l’obiettivo di formare figure tecniche specializzate a operare nei settori dell’impiantistica e della progettazione di impianti industriali con focus particolare nel settore dei combustibili e dell’energia.

2) Tecnologie per l'Economia Circolare, con l’obiettivo di formate figure tecniche specializzate a operare nel settore del ciclo delle materie prime seconde, fornendo agli studenti maggiori competenze nell’ambito delle biotecnologie, settore in continua crescita ad alto contenuto d’innovazione, ma spesso carente di un approccio ingegneristico.


La Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile con un’offerta formativa organizzata nei 2 citati percorsi formativi, nasce dalla richiesta sempre maggiore (da parte degli stakeholder pubblici e privati) di produzioni sostenibili e centrate sulla circular economy e, cioè, sul principio di ridurre l’emissione di scarti ed inquinanti, mantenere in uso prodotti e materiali e rigenerare i sistemi naturali.


Più in particolare, la Green Chemistry italiana, con le sue moderne bioraffinerie, guarda alle biotecnologie per la produzione di biochemical (e.g. lubrificanti, solventi, detergenti, bioplastiche) che costituiscono già oggi una valida alternativa ai prodotti della petrolchimica tradizionale. Anche in Italia la Bioeconomia, intesa come modello di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, basato sull’utilizzo delle biomasse per la produzione di biomateriale ed energia, è una realtà decisamente consolidata, che già oggi vale circa 244 miliardi di Euro e dà lavoro a più di 1,5 milioni di persone.


I Laureati Magistrali in Ingegneria Chimica per lo Sviluppo sostenibile a 5 anni presentano un tasso di occupazione del 100% (dati Career Service di Ateneo, 2018) e, secondo le statistiche del Centro Studi CNI a cinque anni dalla laurea ben l’86,4% dei laureati in ingegneria chimica trova lavoro, con un guadagno netto medio mensile di 1.752€ (laurea magistrale alla mano) superiore a quello conseguito con un Laurea Magistrale di qualsiasi altra classe.

L’Ingegnere Chimico per lo Sviluppo Sostenibile formato attraverso i percorsi formativi “Tecnologie per l'Ambiente e l'Energia” e “Tecnologie per l'Economia Circolare” è, quindi, una figura professionale richiesta dal mercato del futuro poiché è un Ingegnere in grado di sviluppare soluzioni innovative in grado di rendere disponibili, nel più breve tempo possibile, i prodotti richiesti dal mercato ottemperando, nello stesso tempo, ai vincoli economici, giuridici e ambientali.


Questa figura professionale risponde, quindi, alle esigenze delle industrie di trasformazione di domani che centreranno la loro produzione principalmente su: riduzione degli impatti ambientali, materiali tecnologicamente avanzati, farmaci più efficaci e metodi più efficienti ed eco-compatibili per l’ottenimento di acqua e cibo. La poliedricità e la competitività, a livello globale, delle figure professionali formate dal Corso di Studio è basata da un lato sull’acquisizione di solide competenze nelle discipline di base dell’ingegneria chimica, dall’altro sull'acquisizione di competenze ingegneristiche e professionalizzanti relative ai processi industriali, all’impiantistica, alle biotecnologie, agli aspetti ambientali e di sicurezza. La formazione è caratterizzata, inoltre, da una forte componente interdisciplinare e da un continuo aggiornamento dei contenuti degli insegnamenti, realizzato anche attraverso un forte collegamento con le eccellenze nello scenario internazionale del mondo del lavoro grazie al Comitato Università-Impresa - Sezione Ingegneria Chimica creato al fine di coinvolgere il mondo produttivo nella definizione e nell’aggiornamento del piano di studi, nonché  degli obiettivi di ricerca e di sviluppo tecnologico. Lo stretto contatto con le aziende si traduce in un percorso formativo integrato con un ingresso programmato dei nostri Ingegneri nel mondo del lavoro: nell’ultimo biennio la percentuale di “Tirocini di formazione e orientamento” svolti dagli Studenti del nostro Corso di Studio per lo svolgimento del proprio elaborato finale (Tesi di Laurea Magistrale) è stato pari a circa l’80% del totale dei tirocini della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria.


Le figure formate, portatrici di una elevata capacità di innovazione e progettazione, hanno le competenze per operare con successo nei settori della progettazione e costruzione, della gestione operativa, del controllo, della sicurezza e della tutela ambientale e nel management e marketing di impianti, sistemi e servizi industriali. 


La presenza di n. 3 laboratori didattici e di n. 6 laboratori di ricerca consente allo studente di poter fare esperienza concreta delle competenze teoriche.


Profilo generico


Funzione in un contesto di lavoro:


Il professionista formato da questo Corso di Studi è una figura estremamente flessibile e di alta specializzazione, che opera nello sviluppo, pianificazione, progettazione o gestione operativa di impianti, sistemi, processi o servizi in vari settori industriali. Egli è in grado di condurre la propria attività in una vasta varietà di settori, tra i quali:


  • industrie di trasformazione di materie prime (chimiche, biotecnologiche, alimentari, farmaceutiche e di processo) o di energia (da fonti convenzionali e rinnovabili);
  • aziende del settore biologico, biotecnologico e biomedico;
  • società di servizi per la gestione di apparecchiature e impianti (società di ingegneria);
  • imprese di progettazione e centri di ricerca e sviluppo di aziende pubbliche e private;
  • enti operanti nel settore del trattamento dei rifiuti solidi, liquidi e aeriformi;
  • enti deputati alla protezione e al controllo ambientale;
  • esercizio della libera professione, previo esame di Stato e iscrizione alla Sezione A dell’Albo dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di residenza.


I due curricula in cui è organizzato il Corso di Studi permettono di ricoprire le seguenti funzioni in un contesto di lavoro grazie alle competenze acquisite.


Funzioni in un contesto di lavoro


1) Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile – Curriculum "Ingegneria di Processo"

  • coordinamento e gestione dell'attività di sviluppo di processi produttivi e di trasformazione;
  • coordinamento e gestione della progettazione di impianti per l'industria di processo e per la produzione di energia;
  • esecuzione della progettazione e della modellazione funzionale di apparecchiature e impianti per l’industria di processo; 
  • supervisione della conduzione di impianti industriali per produzioni chimiche, biotecnologiche, biochimiche, dell’industria alimentare, farmaceutiche, per la produzione, distribuzione e impiego di combustibili, di energia e per il trattamento di acque reflue e rifiuti;
  • progettazione e gestione d’impianti per il disinquinamento, per il trattamento dei fumi, per lo smaltimento dei rifiuti, per la depurazione acque e per la bonifica di suoli inquinati;
  • esecuzione della progettazione di sistemi di controllo per processi di trasformazione;
  • conduzione del lavoro di ricerca per l’innovazione dei processi di trasformazione chimici, anche progettando e organizzando prove sperimentali su scala di laboratorio e scala pilota.


2) Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile – Curriculum "Ingegneria delle Biotecnologie"


  • coordinamento e gestione dell'attività di sviluppo di processi produttivi biotecnologici;
  • coordinamento e gestione della progettazione di impianti biotecnologici per l'industria alimentare e farmaceutica;
  • esecuzione della progettazione e della modellazione funzionale di apparecchiature e impianti per l'industria biotecnologica;
  • supervisione della conduzione di impianti industriali per produzioni biotecnologiche, biochimiche, dell'industria alimentare, farmaceutiche, di bioenergie e per il trattamento di acque reflue e rifiuti;
  • progettazione e gestione d’impianti per il disinquinamento attraverso biotecnologie, per lo smaltimento dei rifiuti, per la depurazione acque e per la bonifica di suoli inquinati;
  • conduzione del lavoro di ricerca per l'innovazione dei processi di trasformazione biotecnologici, anche progettando e organizzando prove sperimentali su scala di laboratorio e scala pilota.


Competenze associate alla funzione:


Il Corso di Studi è strutturato come un percorso unitario, e senza soluzioni di continuità, che porta dalla formazione universitaria all’inserimento nel mondo del lavoro. Una peculiarità della Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile è quella di proporre allo Studente elementi di conoscenza integrativi che consentano, in sede di progettazione, di tener conto del concetto di sostenibilità, pensato come valore aggiunto al know-how dell’ingegnere chimico classico. L’offerta formativa, organizzata in insegnamenti obbligatori comuni, definiti Tronco Comune, e in 2 curricula, orienta lo studente all’acquisizione dei metodi propri dell’ingegneria chimica sia verso gli aspetti tecnologici consolidati, sia verso le tecnologie innovative finalizzate alla sostenibilità e al miglioramento della qualità della vita. Un punto di forza del Corso di Studi è la possibilità, per lo Studente, di svolgere la Prova finale (Tesi di Laurea) su progetti integrati Università-Impresa con stage svolti all’interno dei gruppi di progetto delle aziende collegate, opportunità indispensabile per garantire l’obiettivo della continuità tra formazione universitaria e mondo del lavoro. 


A oggi, il numero di aziende con le quali il Corso di Studi ha stipulato convenzioni per lo svolgimento di “tirocini di formazione e orientamento” volti all’elaborazione della Prova finale – descritta nel quadro A5.a – sono 15. Negli ultimi 3 anni accademici, il numero medio di Studenti che hanno svolto la Tesi di Laurea Magistrale presso una di queste aziende è stato pari a 11.


L’offerta formativa consente allo Studente di acquisire competenze specifiche per:

1) Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile – Curriculum “Ingegneria di Processo”

  • affrontare, anche da un punto di vista innovativo, problemi che riguardano lo sviluppo e gestione dei processi per la produzione di beni e di materiali, la progettazione delle apparecchiature, la scelta dei materiali e la gestione dei componenti in condizioni di lavoro normali o aggressive, la vita residua dei prodotti;
  • analizzare qualsiasi processo di trasformazione, e un impianto chimico, composto da moltissime unità variamente interconnesse tra di loro, focalizzando l'attenzione su ciascuna delle unità presenti e sulle interconnessioni esistenti;
  • analizzare, sintetizzare e ottimizzare la struttura logica e funzionale di un impianto;
  • determinare le caratteristiche che il prodotto deve possedere e stabilire le materie prime necessarie per la sua produzione;
  • determinare le sequenze di processo necessarie e le condizioni operative di ciascuno degli stadi del processo produttivo;
  • progettare le apparecchiature coinvolte nel processo;
  • gestire e controllare il processo produttivo e l’impianto per controllarne le prestazioni in sicurezza durante il suo esercizio;
  • individuare strategie di controllo efficaci, nel coordinamento e nella direzione di stabilimenti, mediante analisi di fattibilità e studi economici preliminari, attento ai requisiti sia della sicurezza sia dello sviluppo sostenibile e in linea con le stringenti esigenze ambientali;
  • capacità di identificare, formulare e risolvere anche in modo innovativo, problemi complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare;
  • capacità di auto-apprendimento e di aggiornamento continuo;
  • capacità comunicativo-relazionali e organizzativo-gestionali;
  • conoscenze di contesto e capacità trasversali.


2) Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile – Curriculum “Ingegneria delle Biotecnologie”

  • conoscenza degli aspetti teorico-scientifici della fisico-matematica, della chimica, della biochimica e delle altre scienze di base finalizzate all’interpretazione e descrizione dei problemi dell’ingegneria applicata alle biotecnologie; 
  • gestire e controllare il processo produttivo e l’impianto per controllarne le prestazioni in sicurezza durante il suo esercizio;
  • individuare strategie di controllo efficaci, nel coordinamento e nella direzione di stabilimenti, mediante analisi di fattibilità e studi economici preliminari, attente ai requisiti sia della sicurezza, sia dello sviluppo sostenibile e in linea con le stringenti esigenze ambientali;
  • competenze negli aspetti di progettazione e dimensionamento di apparecchiature e impianti di processo;
  • conoscenza di processi e produzioni nei settori delle biotecnologie;
  • capacità di identificare, formulare e risolvere, soprattutto in modo innovativo, problemi complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare;
  • capacità di ideare, pianificare, progettare e gestire sistemi, processi e servizi complessi e/o innovativi;
  • capacità di auto-apprendimento e di aggiornamento continuo;
  • capacità comunicativo-relazionali e organizzativo-gestionali;
  • conoscenze di contesto e capacità trasversali.


I Laureati Magistrali in Ingegneria Chimica per lo Sviluppo sostenibile in entrambi i curricula, e cioè "Ingegneria di Processo" e "Ingegneria delle Biotecnologie", si collocano facilmente in aziende dei seguenti settori:

  • aziende petrolifere;
  • aziende petrolchimiche;
  • aziende chimiche;
  • aziende energetiche;
  • aziende biotecnologiche;
  • aziende alimentari;
  • aziende farmaceutiche;
  • società di ingegneria;
  • società di consulenza nel settore ambientale;
  • imprese manifatturiere;
  • laboratori industriali;
  • servizi tecnici di Pubbliche Amministrazioni o corpi dello Stato;
  • imprenditoria giovanile che punta all’innovazione di processo.

Contatti
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