di Giulia Mazza
Uno studio condotto dall'Unità di Endocrinologia e Diabetologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, diretta dalla professoressa Silvia Manfrini, potrebbe dimostrare la maggiore efficacia, rispetto ai metodi tradizionali di misurazione della glicemia, della tecnologia di Monitoraggio del Glucosio Flash (FGM) per i pazienti che hanno appena ricevuto diagnosi di diabete mellito di tipo 2.
La ricerca si concentra sul sistema dimonitoraggio denominato FreeStyle Libre2 che, attraverso l'applicazione sul retro del braccio del paziente di un sensore a forma di disco (della grandezza circa di una moneta da 2 euro), permette di leggere l'andamento dei livelli di glicemia sottocute e li comunica direttamente a un'applicazione di facile utilizzo scaricabile dal paziente sul proprio cellulare. Il monitoraggio flash permette così al paziente di avere accesso a informazioni istantanee e continue sull'andamento dei livelli di glucosio, aiutando quindi a prevenire complicazioni e offrendo ai pazienti un nuovo livello di coinvolgimento e controllo a lungo termine sulla propria salute. Uno strumento utile anche alla luce degli ultimi sviluppi scientifici che confermano, rispetto all'assunzione ad esempio di carboidrati, che non sia tanto la quantità, quanto la tipologia di carboidrato (raffinato o integrale/vegetale) ad avere impatto sulle glicemie.
La Fondazione Policlinico Universitario, inoltre, in collaborazione con l'Università Campus Bio-Medico di Roma, ha sviluppato il dispositivo di-PEN per supportare e rendere più precisa la somministrazione di insulina da parte di pazienti con diabete di tipo 1 e 2. Grazie a funzionalità avanzate basate su intelligenza artificiale, la tecnologia di-PEN, per cui nel 2021 l'Università Campus Bio-Medico ha depositato il brevetto internazionale, si propone di assistere i pazienti nel momento dell'iniezione, riducendo la possibilità di errori e migliorando l'assorbimento dell'insulina agendo sulla rotazione del sito di iniezione. Uno strumento potenzialmente innovativo che potrebbe non solo migliorare la gestione del diabete da parte dei pazienti, ma anche ridurre il rischio di complicanze, lipodistrofie e iniezioni al di fuori del tessuto sotto cutaneo. Il dispositivo, inoltre, permette anche la condivisione dei dati con il medico curante, di modo da poter realizzare una terapia veramente personalizzata. Il team di specialisti sta lavorando a un trial per dimostrare l'efficacia di di-PEN nel mantenere i livelli glicemici ottimali e nel migliorare la qualità della vita dei pazienti.
La di-PEN ha già ricevuto la menzione speciale "Imprenditorialità femminile", conferita dall'Osservatorio Imprese Femminili dell'Università di Roma "Tor Vergata" e Premio Speciale "INNOVA", conferito per l'ammissione di un progetto finalista al programma di accelerazione personalizzato B-HUB FOR EUROPE.