L'intelligenza artificiale si conferma una delle principali leve di trasformazione per il sistema produttivo, ma il suo potenziale resta ancora in larga parte inespresso all'interno delle organizzazioni. Secondo studi di settore, gli investimenti in AI possono generare ritorni economici fino a quattro volte superiori rispetto al capitale iniziale. Nonostante questo, circa il 40% dei knowledge worker utilizza strumenti di intelligenza artificiale a livello individuale, senza un'integrazione strutturata nei processi aziendali. Un limite che impedisce alle imprese di trasformare l'adozione tecnologica in un impatto concreto sull'EBITDA. Anche i dati ISTAT 2025 confermano questo scenario: l'introduzione dell'intelligenza artificiale nelle imprese con almeno 10 addetti è passata dall'8,2% del 2024 al 16,4% del 2025, ma quasi il 60% delle aziende segnala la mancanza di competenze adeguate come principale ostacolo agli investimenti.
Per rispondere a questa sfida nasce all'Università Campus Bio-Medico di Roma l'Executive Master in Applied Artificial Intelligence Engineering, promosso da UCBM Academy, con l'obiettivo di accompagnare le organizzazioni verso un utilizzo sistemico ed efficace dell'intelligenza artificiale. Oggi molte aziende stanno sperimentando modelli e strumenti di AI senza una direzione strategica chiara, sostenendo costi legati all'utilizzo delle tecnologie senza produrre un impatto tangibile sui risultati economici. Il nuovo Master nasce proprio per superare questa logica non sistematica, offrendo un approccio concreto basato su casi reali e orientato alla creazione di valore. Secondo McKinsey, infatti, l'intelligenza artificiale generativa potrebbe generare tra 2,6 e 4,4 trilioni di dollari di valore economico globale ogni anno, configurandosi come una delle principali leve di produttività per le imprese nei prossimi anni.
"Nostri recenti studi che hanno coinvolto centinaia di aziende hanno dimostrato che l'AI non è una sfida per singoli, ma per organizzazioni", dice il prof. Leandro Pecchia, Prorettore Ricerca UCBM e Ordinario di Ingegneria Biomedica e co-direttore scientifico del Master. "Tuttavia, la maggior parte dei Master si concentra sulla fruizione da parte del singolo. Il nostro master è diverso, perché chiede alle aziende di portare in classe le nuove leve, ma anche i loro manager e livelli apicali. La sfida dell'AI si vince insieme, o non si vince".
Il tema delle competenze è oggi centrale. Secondo il World Economic Forum, quasi il 50% dei lavoratori dovrà aggiornare le proprie competenze entro il 2027.
"Oggi la vera sfida delle Università e delle Academy è il reskilling, è il ripensare alle competenze delle persone – ha spiegato Rossella Ferreri, Responsabile UCBM Academy -Secondo il World Economic Forum quasi il 50% dei lavoratori dovrà aggiornare le proprie competenze entro il 2027. Sappiamo che l'AI è già presente nel lavoro quotidiano di molti professionisti, ma il suo valore emerge davvero quando viene integrata in modo sistemico nelle organizzazioni, nei processi e nelle competenze dei team. Alla luce di questo scenario, il Master Internazionale su AI e più in generale la formazione di UCBM Academy intende focalizzarsi su tre dimensioni: cura, sostenibilità e interdisciplinarità. Perchè l'AI non è solo una questione tecnologica, è una questione di competenze, responsabilità e visione della persona".
Il percorso formativo si distingue per il suo approccio pratico e sistemico: coinvolge tre livelli organizzativi, C-Level, middle management e AI agent trainers, con l'obiettivo di integrare concretamente l'intelligenza artificiale nei processi aziendali. Il programma prevede una forte dimensione internazionale, con docenti provenienti da quattro continenti, e utilizza come laboratorio applicativo l'intero ecosistema dell'Università Campus Bio-Medico di Roma. I partecipanti lavoreranno su progetti concreti legati all'ottimizzazione dei servizi sanitari, alla gestione dei CRM, alla distribuzione dei servizi e alla riduzione dei costi operativi e di back office. Le aziende partner potranno inoltre contribuire direttamente alla definizione dei progetti, in un modello altamente selettivo che punta a garantire qualità e impatto.
Alla base del Master c'è il principio "human in the loop", in cui l'intelligenza artificiale supporta e potenzia le decisioni umane, valorizzando il ruolo delle persone nei processi decisionali. "L'intelligenza artificiale non è più solo una tecnologia, ma una nuova infrastruttura organizzativa. Le aziende che riusciranno a integrarla efficacemente nei propri processi avranno un vantaggio competitivo enorme e concreto in termini di EBITDA. Il Master nasce per accompagnare le imprese in questa trasformazione".
L'Executive Master prenderà il via a novembre 2026 e ospiterà figure internazionali che hanno contribuito alla storia dell'industria tecnologica e dell'intelligenza artificiale. Per il contesto italiano, sarà inoltre valutata la possibilità di finanziare la partecipazione attraverso l'utilizzo di fondi per la formazione già accantonati dalle aziende, facilitando così l'accesso al programma e supportando i processi di trasformazione organizzativa.