L'Università Campus Bio-Medico di Roma entra ufficialmente nel sistema nazionale della formazione degli insegnanti con l'attivazione dei percorsi di specializzazione per il sostegno didattico (TFA) dell'XI ciclo per l'anno accademico 2025-2026. La novità segue la pubblicazione del decreto ministeriale che assegna all'Ateneo 331 posti complessivi, confermando il suo ingresso nell'offerta formativa dedicata ai futuri docenti di sostegno.
Nel dettaglio, i posti disponibili sono 250 per la specializzazione sul sostegno nella scuola primaria e 81 per la scuola secondaria di secondo grado. Le candidature sono già aperte e potranno essere presentate entro le seguenti scadenze: per la scuola primaria, fino al 13 luglio alle ore 12:00; per la scuola secondaria di II grado, fino al 15 luglio alle ore 12:00. Le modalità di presentazione della domanda sono indicate nella pagina dedicata disponibile sul sito dell’Ateneo.
L'offerta dell'Università Campus Bio-Medico di Roma si distingue per un approccio che integra pedagogia, neuroscienze, psicologia dello sviluppo e competenze medico-sanitarie, con l'obiettivo di formare insegnanti in grado di affrontare la crescente complessità dei bisogni educativi presenti nella scuola.
"Oggi ogni processo di apprendimento può essere reso più efficace grazie alle conoscenze che le neuroscienze offrono sul funzionamento della persona", spiega la professoressa Paola Binetti, docente di Storia della Medicina e Scienze Umane presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. "L’insegnante di sostegno non può limitarsi ad applicare metodologie didattiche standardizzate, ma deve comprendere come ciascun alunno apprende, quali siano le sue risorse, le sue fragilità e le condizioni che possono favorirne lo sviluppo. Le neuroscienze offrono strumenti preziosi per comprendere questi processi e tradurre tale conoscenza in interventi educativi sempre più personalizzati".
Il contributo della Facoltà Dipartimentale di Medicina e Chirurgia rappresenta uno degli elementi distintivi del percorso. Le competenze maturate nei campi delle neuroscienze, della pediatria, della neuropsichiatria infantile e della psicologia vengono messe al servizio della formazione dei futuri docenti, offrendo strumenti utili a comprendere le difficoltà degli alunni e a tradurle in strategie educative personalizzate e inclusive.
L'obiettivo non è trasferire competenze cliniche nella scuola, ma fornire agli insegnanti strumenti di lettura più approfonditi dei bisogni educativi, affinché possano progettare interventi calibrati sulle caratteristiche di ogni studente. In questa prospettiva, il docente di sostegno assume sempre più il ruolo di professionista capace di osservare, ascoltare e valorizzare le potenzialità individuali, adattando metodologie e strumenti ai diversi percorsi di apprendimento. Alla base del progetto formativo vi è il principio che da sempre caratterizza l'Università Campus Bio-Medico di Roma: mettere al centro "tutta la persona e ogni persona". Una visione che considera ogni individuo nella sua dimensione biologica, psicologica, relazionale, sociale e spirituale.
A spiegare questo approccio è una riflessione del neurologo e psichiatra austriaco Viktor Frankl, richiamata dalla professoressa Binetti. L'esempio delle diverse figure geometriche che, proiettate su un piano, possono produrre la stessa ombra evidenzia come fermarsi all'apparenza rischi di semplificare realtà profondamente differenti. Allo stesso modo, una difficoltà di apprendimento o un comportamento problematico possono avere origini molto diverse e richiedere risposte educative specifiche.
Per questo, secondo l'Ateneo, la formazione degli insegnanti di sostegno richiede oggi una preparazione multidisciplinare, capace di integrare differenti chiavi di lettura della persona e dei processi di apprendimento. La crescente complessità del contesto scolastico rende sempre più centrale il ruolo dell'insegnante di sostegno, chiamato non solo ad accompagnare il singolo studente, ma anche a promuovere contesti realmente inclusivi e a sostenere il gruppo classe attraverso interventi educativi orientati alla prevenzione delle fragilità e alla valorizzazione delle potenzialità di ciascun alunno.
L'attivazione dei percorsi TFA si inserisce in un'esperienza già consolidata dell'Università Campus Bio-Medico di Roma nella cura e nell'accompagnamento della persona. Ne sono esempio il Progetto Tutorato, dedicato all'orientamento e al supporto personalizzato degli studenti, e il Progetto PROBEN, rivolto al benessere psicologico e alla dimensione emotiva dell'apprendimento.
Con l'avvio dei percorsi di specializzazione per il sostegno, l'Ateneo mette ora questa esperienza al servizio della scuola italiana, contribuendo alla formazione di docenti capaci di comprendere, accompagnare e valorizzare ogni studente nel proprio percorso di crescita.