Prospettive per far fronte alla variante Delta

di Francesco Unali

5 luglio 2021 - Potremo ricordare l'estate 2021 come quella della liberazione dal Covid-19? È presto per dirlo, anche se tra i dati incoraggianti sui contagi (tipici dell'estate) e una campagna vaccinale che prosegue a buon ritmo l'unica certezza resta il rispetto delle regole. A interrogare gli scienziati è ora soprattutto la natura della variante Delta. Il professor Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, fa il punto sulla situazione e le prospettive delle prossime settimane.

Sulla variante Delta Ciccozzi ha ribadito la connessione tra conoscenze attuali e strategia di sorveglianza epidemiologica: "Bisogna essere molto cauti, prima di tutto perché noi sequenziamo troppo poco e quindi non conosciamo la reale diffusione in Italia di questa variante". E per il futuro ha ribadito "è necessario aumentare i controlli con tamponi e quarantene, se necessario, soprattutto per gli arrivi dall'Inghilterra e dall'India". Ma al di là delle decisioni delle autorità sanitarie e politiche, restano centrali i comportamenti individuali. L'eliminazione, a fine giugno, dell’obbligo della mascherina all'aperto assomiglia quasi a "un liberi tutti – ha detto Ciccozzi – non credo sia il momento di toglierle. Con la variante indiana che sta avanzando sarei cauto. La mascherina è una forma di protezione ancora necessaria. Toglierla del tutto vuol dire non aver imparato dagli errori dell'anno scorso". Massima prudenza dunque, anche se una cosa è certa: "I vaccini a MRna coprono la variante Delta, quelli a vettore virale meno, ma comunque danno una protezione". Completare la campagna vaccinale è quindi la priorità, ma la lotta al virus non è ancora finita: "Una terza dose di richiamo ad intervalli regolari, tipo un anno, come per il vaccino antinfluenzale, si dovrà fare – conclude Ciccozzi – Il virus sarà nostro compagno di viaggio e si adatterà sempre più a noi, a causa delle mutazioni".