La formazione in Ingegneria dei Sistemi Intelligenti

di Martina D'Onofrio

7 giugno 2021 - Data architect, data engineer, data analyst oppure data scientist? Sono figure di cui si sente sempre più parlare e che il mercato del lavoro aspetta con trepidazione secondo l'Osservatorio delle competenze digitali, in uno scenario in cui la pandemia ha reso ancora più forte la domanda di trasformazione digitale e innovazione nei processi di interazione tra persone e sistemi informatici e informatizzabili. Per questo, in sinergia con Unindustria nel tavolo di lavoro sull'Information Technology, l'Università Campus Bio-Medico di Roma ha avviato dal 2020 il corso di laurea magistrale in Ingegneria dei Sistemi Intelligenti: un percorso che mette insieme le competenze informatiche con quelle rilevanti nell'ambito della produzione e dei servizi.

L'obiettivo è preparare un ingegnere informatico orientato anche agli aspetti gestionali, tra le caratteristiche più ricercate dalle aziende. Gli studenti in Ingegneria dei Sistemi intelligenti studiano statistica, ottimizzazione matematica, intelligenza artificiale, analisi dei BigData, architetture come il cloud computing, le tecnologie o l’impiego di sensori per l’acquisizione dei dati attraverso parametri fisici.

"L'idea di potermi realizzare in una professione in cui mettere costantemente alla prova la mia curiosità e la creatività è il motivo principale per cui ho scelto di iscrivermi alla magistrale in UCBM", racconta Gaia Dobici, iscritta al primo anno, dopo la triennale in Ingegneria medica conseguita a Tor Vergata. La maggior parte delle triennali in ingegneria permette infatti l'accesso al corso pensato per rispondere ai fabbisogni emergenti e crescenti dei processi caratterizzati dalle tecnologie digitali. Tra questi, anche quelli legati alle energie rinnovabili: all’orizzonte infatti ci sono collaborazioni tra UCBM e Acea ed Enel per programmi di didattica e ricerca.