176 imprese, 10 università, 5 centri di ricerca di livello nazionale e oltre 20mila professionisti impiegati nei settori Pharma e Biotech: il Lazio rappresenta oggi un vero ecosistema delle scienze della vita e un incubatore di innovazione, con un export da 14 miliardi di euro l’anno, pari al 26 per cento dell’export nazionale del settore. Per continuare a essere competitivo, il territorio ha però bisogno di competenze adeguate all’evoluzione degli standard di ricerca e produzione, sostenute da un’offerta universitaria e post lauream all’altezza delle nuove esigenze del settore.
È questo il tema al centro dell’incontro "L’ecosistema Life Science nella Regione Lazio", promoted by UCBM Academy of theUniversità Campus Bio-Medico di Roma in collaboration with Lazioinnova, Camera di commercio di Roma e Unindustria, e ospitato nella nuova sede di UCBM Academy di via Amsterdam, a Roma Eur-Torrino.
Nel corso dell’evento, istituzioni, mondo accademico e realtà imprenditoriali si sono confrontati sulle competenze richieste dal settore Life Science e sulle modalità per preparare adeguatamente i futuri professionisti. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, la vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo Economico Roberta Angelilli, il direttore dell’Ufficio promozione delle filiere industriali innovative e start-up del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Sergio Strozzi, the president of Lazio Innova Francesco Marcolini e il presidente della Camera di commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti. Ad accoglierli il presidente di UCBM Carlo Tosti, the Rector Prof. Rocco Papalia e l’AD e DG di UCBM Andrea Rossi.
A sottolineare il ruolo della formazione nel rispondere alle trasformazioni del comparto è stato Giorgio Minotti, Director of the Master in clinical research, open innovation and market access in the digital age of UCBM Academy:"Oggi i tradizionali corsi di laurea in Biologia, Scienze dell’Alimentazione, Farmacia e Medicina, e i numerosi Master e corsi di perfezionamento offrono significative prospettive di inserimento lavorativo nel settore pharma e biotech ma una cosa è una formazione standard, un’altra cosa è portare nel settore farmaceutico e biotech una preparazione e una sensibilità che già guardano al domani del settore. Chi entra in azienda entra infatti in un mondo che per essere competitivo viaggia con una velocità e una profondità di conoscenze che non consentono tempi di adattamento troppo lunghi. Come docenti e formatori sentiamo la responsabilità di svolgere questo ruolo e di affiancare gli imprenditori del territorio, ascoltarne i “needs” e rispondere con percorsi formativi all’altezza".
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il white paper edited by UCBM, illustrato dal Direttore Ricerca e Innovazione Alessandro Caforio. Il documento analizza le caratteristiche dell’ecosistema regionale e individua nella collaborazione tra università, imprese e istituzioni uno degli elementi centrali per lo sviluppo del comparto."Il report fornisce un quadro chiaro sull'ecosistema life science della regione: ci sono tutti gli attori - grandi imprese, Pmi, start-up, centri di ricerca, università, IRCCS e attori di innovazione - e aiuta a mettere in evidenza quali sono gli elementi che possono consentire alla Regione di essere riconosciuta come un distretto internazionale su questo ambito. Ovvero, connessione Università-Impresa-Istituzioni per grandi progetti di filiera che riguardino formazione accademica e continua, co-design di progetti di ricerca, trasferimento tecnologico. Da questo punto di vista, il report stesso è un esempio di come un Ateneo possa essere di servizio a chi è chiamato ad agire da regista dell'innovazione - Lazio Innova, nel nostro caso - per fornire strumenti research-based nell'approcciare un problema di sistema".
The round table "L’innovazione nel comparto Life Science della Regione Lazio: i fattori di successo", moderata dal prof. Giorgio Minotti, ha approfondito il rapporto tra formazione e fabbisogni professionali delle imprese. "For UCBM At Academy, dialogue with businesses has always been the cornerstone of our training model. Constant dialogue with key players in various production sectors allows us to understand their professional needs and requirements. - he stressed Rossella Ferreri, administrative manager of UCBM Academy- La sfida per l’Academy è cogliere questi bisogni diversi e specifici, individuare le competenze che ne sono alla base e ricondurli a una proposta formativa organica, capace di offrire una risposta alle istanze del mondo industriale".
Sul tema del mismatch tra domanda e offerta di competenze è intervenuto Nicholas D'Erario, Direttore Lavoro e Competenze Farmindustria:"In Italia il mismatch delle competenze costa 1,8 miliardi l’anno. Un divario che può essere colmato grazie a un sistema di collaborazioni che permetta di mettere a fuoco i fabbisogni delle aziende. Con l’obiettivo di costruire degli strumenti, accademici e non, per formare profili professionali con un livello di competenze quanto più vicino a quello che serve alle imprese. Questo risultato, in linea con il Protocollo d’Intesa Farmindustria – Mur, può nascere solo dalla cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti, dalle università alle imprese alle associazioni di categoria come la nostra: è necessario strutturare questa sinergia per ridurre al massimo un gap dettato dall’evoluzione di un settore in continuo e rapido cambiamento perché fortemente trainato dall’innovazione e dalle nuove tecnologie".
The Luigi Aurisicchio, consigliere Assobiotec e CEO inTakis, Evvivax & NeoMatrix, ha evidenziato la necessità di un approccio multidisciplinare e di una maggiore integrazione tra formazione e mondo produttivo:"Le imprese italiane, in particolare le piccole e medie nelle quali non è sempre facile fare formazione, hanno un enorme bisogno di personale che sappia operare a pieno regime sin dall’uscita dalle università e dai corsi post lauream. Nelle imprese si sviluppano prodotti e progetti concreti: questo richiede per i nostri addetti un approccio multidisciplinare, un insieme di competenze trasversali e la possibilità per i vari settori di contaminarsi tra loro per rendere più efficienti i processi in un settore che da anni vede una continua crescita e un costante cambiamento. Come Assobiotec siamo a disposizione per aiutare a costruire insieme un percorso di filiera che vada dalla formazione degli studenti fino alla collocazione nelle aziende".
A chiudere il confronto è stato l’AD e DG di UCBM Andrea Rossi, che ha richiamato il ruolo dell’università nella costruzione di un ecosistema regionale capace di mettere in rete competenze, ricerca, formazione e innovazione: "Dall’incontro di oggi sono emersi tre punti chiave: innanzitutto che le risorse vanno spese nella maniera più efficace e responsabile possibile. Su questo, ad esempio, UCBM It has initiated the strengthening and reorganization of the doctoral school and the expansion of industrial doctorates, always in dialogue with businesses. The second key point is skills: we have opened a new Academy headquarters. UCBM dove vogliamo, insieme alle aziende, completare quel gap formativo che serve loro per crescere e svilupparsi. Terzo punto è il bisogno di un ecosistema dell’innovazione del Lazio, di una rete che dialoghi continuamente, metta a fattor comune le idee e che possa metterle in pratica. In questo senso ringraziamo la Regione Lazio e Lazioinnova: la nostra università si mette a disposizione per la creazione di questa piattaforma dell’innovazione e del dialogo a servizio del mondo produttivo. Per questo nei prossimi anni la nascita di un polo delle life science sarà un elemento fondamentale per portare a segno questa strategia".
In questo scenario si inserisce l’offerta formativa di UCBM Academy, che propone nell’ambito delle Life Science due Master altamente professionalizzanti. Il Master di II livello in “Ricerca clinica, open innovation & market access nell’era digitale”, giunto alla sua sesta edizione, è rivolto principalmente ai professionisti e mira allo sviluppo di competenze attraverso un approccio pratico, con un focus sull’upskilling e sulla crescita professionale. A questo si affianca il nuovo Master di II livello in "Sustainability nel settore Life Science", pensato per formare professionisti in grado di guidare la transizione sostenibile nei settori farmaceutico, biomedicale e biotecnologico, integrando competenze tecnico-scientifiche, gestionali e strategiche.
Tutte le informazioni sui Master e sulle modalità di iscrizione sono disponibili sul sito di UCBM Academy