It took place on October 8th, at the Cu.Bo Auditorium of theUniversità Campus Bio-Medico di Roma, the conference "La salute non ha confini. La sfida delle disuguaglianze globali", co-organized by UCBM e World Friends ETS in occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione dell’organizzazione, nata nel 2001 per promuovere il diritto alla salute e sostenere le comunità più vulnerabili.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti del mondo accademico, della cooperazione internazionale e del Terzo Settore per approfondire le disuguaglianze nell’accesso alle cure e il ruolo della prevenzione, della formazione e della collaborazione tra istituzioni.
Ad aprire i lavori, insieme agli altri rappresentanti istituzionali, è stato il prorettore alla Ricerca di UCBM, Leandro Pecchia, che ha sottolineato il valore della cooperazione internazionale nella missione dell’Ateneo:"L’impegno dell’Università Campus Bio-Medico di Roma per ridurre le disuguaglianze globali, soprattutto sui temi della salute, è nel nostro DNA, un lavoro cresciuto esponenzialmente negli anni. Abbiamo sensibilità storica, come dimostrato dalla lunga tradizione nel campo della cooperazione che oggi è una realtà consolidata anche per la nostra ricerca e didattica. E la collaborazione con World Friends, avviata ormai diversi anni fa, ne è la testimonianza più autentica. Il supporto di UCBM ai Paesi a basso reddito si è moltiplicato grazie anche ai progetti che coordiniamo o ci vedono partner e alle collaborazioni istituzionali con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le altre agenzie delle Nazioni Unite e agli accordi bilaterali con università di oltre 20 paesi africani e dell’America Latina. Siamo un piccolo ateneo ma questo non ci ha mai limitato nell’impegnarci su scala globale, con lo spirito di servizio che ci connota e distingue da sempre."
Il convegno ha ripercorso i 25 anni di attività di World Friends, dalla nascita in Kenya allo sviluppo del Ruaraka Uhai Neema Hospital di Nairobi, oggi punto di riferimento per l’assistenza sanitaria, la prevenzione e la formazione degli operatori locali. Un percorso che, come ha ricordato la presidente di World Friends ETS, Silvana Merico, si fonda sulla presenza concreta accanto alle comunità: "World Friends è nata a Nairobi, nelle baraccopoli, prima ancora che in Italia, con una scelta che in venticinque anni non abbiamo mai tradito: essere realmente presenti lì dove si agisce. A guidarci è stata una visione che ha individuato nella salute e nella formazione i cardini di una cooperazione reale ed efficace, e che ha avuto il coraggio di sognare un ospedale, il Ruaraka Uhai Neema Hospital, quando sembrava al di sopra delle nostre possibilità. Alla base di tutto ci sono la conoscenza e il rispetto delle persone e delle comunità con cui lavoriamo, insieme alla gratitudine per chi ha reso possibile questo cammino: staff, soci, partner e donatori, molti dei quali sono al nostro fianco dal primo giorno. Siamo orgogliosi di questo traguardo, ma la responsabilità oggi è ancora maggiore, perché ciò che è stato creato è prezioso e deve continuare a crescere. In un mondo in cui è sempre più difficile parlare di diritti, uguaglianza e solidarietà, non possiamo smettere di fare quello che facciamo: fa parte del nostro essere umani."
La giornata ha dato spazio anche alle testimonianze dirette dal Kenya, alla proiezione in anteprima del documentary film To Be Human, diretto da Tommaso Pini, e a una mostra fotografica di Giacomo Gandossi. La tavola rotonda conclusiva ha approfondito le sfide della salute globale, dalle relazioni tra Africa e Occidente alle malattie neglette, fino agli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute e alla tutela materno-infantile.
Among the interventions, that of Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che ha evidenziato il valore dei partenariati radicati nei territori: "Ridurre le disuguaglianze nella salute significa rafforzare i sistemi sanitari e le competenze locali, investire nella prevenzione e garantire che i servizi raggiungano davvero le persone più vulnerabili, a partire dalle donne. La collaborazione della Cooperazione Italiana con World Friends in Kenya mostra il valore di partenariati radicati nelle comunità, capaci di tradurre questi principi in risultati concreti e duraturi."
L’incontro ha ribadito l’importanza di una collaborazione tra università, istituzioni e organizzazioni del Terzo Settore capace di trasformare la ricerca, la formazione e la cooperazione in strumenti concreti per garantire il diritto universale alla salute.